Il dolore
Disoccupato, ma paga il ticket perché è un ex artigiano
VIAREGGIO. Disoccupato, ma continua a pagare il ticket sanitario perché gli non spetta l’esenzione in quanto ex artigiano. È la storia di Giuliano Bandoni, leader del gruppo motociclistico Tartarughe...
VIAREGGIO. Disoccupato, ma continua a pagare il ticket sanitario perché gli non spetta l’esenzione in quanto ex artigiano. È la storia di Giuliano Bandoni, leader del gruppo motociclistico Tartarughe lente, conosciuto in città per il sostegno alle famiglie delle vittime della strage del 29 giugno (soprattutto per quanto riguarda la costruzione della Casina dei ricordi in largo Risorgimento).
Giuliano ha scritto una lettera accorata in cui si sfoga per quanto gli sta accadendo. «In questa nazione sono nato, in questa nazione ho vissuto lavorando onestamente, ho pagato i miei contributi, ho pagato le mie tasse, mi sono fatto una famiglia con moglie e figli e per 40 anni ho fatto l’artigiano. In tutti questi anni ci sono stati momenti in cui ho dovuto fare sacrifici per tirare avanti, ho dovuto fare i conti con malattie che mi hanno tenuto inattivo per mesi senza che niente mi venisse riconosciuto nessun contributo dal sistema assistenziale: si perché agli artigiani niente è dovuto».
«Oggi - prosegue Giuliano - mi ritrovo segnato dalla disoccupazione, in cerca di un lavoro che mai troverò vista la mia età, 57 anni, e la situazione nel Paese. Però pensavo che un diritto l’avessi pure io, visto che qualsiasi persona che mette piede in questo paese lo ha. Invece mi è stato negato anche il diritto all’esenzione del ticket sanitario. Mi sono recato ieri mattina all’ex Tabarracci e una gentile signorina mi ha detto che non avevo diritto all’esenzione in quanto ex artigiano».
«Io ringrazio il mio Governo - conclude polemicamente - e tutti i politici che si sono attribuiti lussuose pensioni, lavorando poco o niente. Tutto questo anche grazie al mio sudore. Poi ringrazio le associazioni di categoria che niente han fatto a tutela dei loro assistiti e un po’ di sudore lo abbiamo versato anche per loro. Il vero grazie va alla mia famiglia, che non mi fa pesare il fine mese senza stipendio, quei due soldi in più che permettevano un caffè al bar, il parrucchiere, un cinema, una pizza fuori. Ma se così va avanti, finirò quel poco che mi ero messo da parte».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
