Il dolore
Fatture false nel cassetto dell’ex nostromo
VIAREGGIO. È il 18 giugno scorso quando i carabinieri del nucleo operativo del Comando provincia di Lucca trovano «nella disponibilità di Stefano La Rosa», come si legge nell’ordinanza del Gip che me...
VIAREGGIO. È il 18 giugno scorso quando i carabinieri del nucleo operativo del Comando provincia di Lucca trovano «nella disponibilità di Stefano La Rosa», come si legge nell’ordinanza del Gip che me dispone gli arresti domiciliari, «due fatture “false” (o meglio relative a compensi per ormeggi non dovuti». Pagamenti «percepiti in nero da Simone Calegari (uno dei denunciati nell’ambito dell’inchiesta, che aveva un rapporto lavorativo con l’azienda “Darsena Italia”, titolare delle colonnine sulla banchina “il Bori”, ndr) e spartiti con La Rosa» e fatture «relative a spese di ormeggio di imbarcazioni».
Stefano La Rosa - nostromo del porto dal 2005 alla scorsa estate (sotto i comandanti Roberto Isidori, Giovanni Canu, Fabrizio Ratto Vaquer, Pasquale Vitiello) - teneva le due fatture «nel cassetto» anziché, sottolinea l’ordinanza del Gip, «portare il tutto all’attenzione delle autorità competenti. Una sottolineatura, quella del giudice per le indagini preliminari, che appare sempre di più come una costante nell’intreccio delle illegalità che hanno attraversato negli ultimi vent’anni almeno il porto cittadino.
Messo davanti alle fatture, Simone Calegari per una spiega che l’essere falsa deriva dal fatto che «non ha mai pagato le tasse appartenendo questa, così come tante altre che riconosco aver compilato, ad un pacchetto di “nero” il cui equivalente in denaro era stato da lui diviso con La Rosa». (d.f.)
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