Attenzione
Del Dotto scrive al ministro Carrozza per il Cavanis
Il sindaco chiede di ospitare parte dei 600mila volumi della biblioteca della Sapienza di Pisa chiusa da un anno
CAPEZZANO. Una biblioteca di livello nazionale al Cavanis? Tra i progetti dell’amministrazione per valorizzare la villa che fu dei Borboni - e per la quale il Comune paga 250mila euro all’anno ai padri Cavanis - ne emerge anche uno piuttosto insolito.
Il sindaco Alessandro del Dotto qualche mese fa avrebbe infatti inviato una lettera al ministro dell’università e ricerca Maria Chiara Carrozza proponendo di spostare al Cavanis parte dei 600mila volumi della biblioteca nazionale attualmente ospitati nel bellissimo edificio de La Sapienza a Pisa, sede della facoltà di giurisprudenza. Il motivo? L’edificio storico che si trova sul Lungarno ha problemi di staticità che si sono aggravati con il terremoto in Emilia nel 2012 ed è chiuso da oltre un anno. Tecnici ed esperti hanno più volte ribadito che lo spostamento dei libri è necessario per evitare crolli e danneggiamenti.
Così Del Dotto avrebbe preso la palla al balzo per offrire i bellissimi locali di Villa Cavanis. Certo il trasporto dei volumi avrebbe un costo notevole. E la villa avrebbe bisogno di interventi strutturali per creare spazi adeguati alla conservazione e alla consultazione dei libri.
Nell’idea del sindaco questi ultimi potrebbero essere sponsorizzati dal ministero, mentre il Comune continuerebbe a versare il solito affitto ai padri Cavanis.
Sin dal suo insediamento la giunta Del Dotto ha ribadito la volontà di creare un polo culturale alla villa di proprietà dei padri Cavanis e utilizzata pochissimo (di recente ha ospitato una festa privata in stile anni’20).
In ballo c’è anche la richiesta di aprire due nuove sezioni dell’istituto agrario di Lucca al posto del vecchio liceo ormai “defunto”.
L’idea dell’insediamento dell’agrario non escluderebbe quello della biblioteca in arrivo da Pisa.
Certo entrambe le strade sembrano difficilmente praticabili. Ma il Comune ha necessità assoluta di trovare una destinazione definitiva per la villa. Finora le trattative per l’acquisto dello stabile e del parco hanno sbattuto contro il muro messo in piedi dai padri Cavanis che intendono fare cassa (si era vociferato anche di un interesse da parte di russi, ma il sindaco ha escluso che si possa cambiare la destinazione d’uso permettendo la trasformazione dell’edificio storico in appartamenti o in un hotel). Così il Comune resta con il cerino in mano dell’affitto ed è in cerca di progetti da adottare per ottenere in cambio una ristrutturazione del complesso. Le trattative, non facili, vanno ancora avanti. E per ora l’unico evento sicuro in calendario è Demetra in primavera.
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