Lutto
I negozianti: cari clienti, portatevi dietro i contanti
Scattano i saldi, ma non è chiaro se sarà possibile pagare sempre con le carte Confesercenti e Confcommercio: «Norma incompleta, il Pos non è obbligatorio»
VIAREGGIO. Caro cliente, portati dietro il contante. Perché la norma che - dal 1º gennaio - obbliga i negozianti ad accettare sempre pagamenti con le carte per cifre superiori ai 30 euro è incompleta. E così le associazioni di categoria, Confesercenti e Confcommercio, invitano i loro associati «a comportarsi come se nulla fosse, perché in assenza di indicazioni chiare l’uso del Pos non può essere considerato obbligatorio».
Un’indicazione, questa, che è fondamentale per capire cosa succederà domani, sabato 4, quando scatterà il via ufficiale ai saldi invernali. Soprattutto dopo l’entrata in vigore di una delle norme più confusionarie della storia recente. Un pasticcio, quello creato dal decreto Crescita-bis dell’ottobre 2012, «che va assolutamente risolto - afferma Emanuele Pasquini, direttore di Confesercenti - con un regolamento chiaro e preciso, che indichi quali pagamenti saranno obbligatori con bancomat e carte di credito, per chi e soprattutto da quando». Al momento si parla di acquisti superiori ai 30 euro e solo nelle imprese con fatturato superiore ai 200mila euro, ma sono ipotesi: non essendo stati approvati i decreti attuativi, al momento l’unica indicazione è, appunto, la data del 1º gennaio di quest’anno come il via all’obbligo sui pagamenti con moneta elettronica. Il che rende, nei fatti, indispensabile la macchinetta Pos in tutti gli esercizi commerciali. «Ma è chiaro - spiega Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Viareggio - che non si può chiedere un’applicazione rigorosa di una regola così confusa. In linea di principio sono d’accordo su un uso sempre più diffuso della moneta elettronica, ma ci sono esercizi che ad oggi fanno fatica a calarsi così rapidamente nella nuova realtà. Penso agli alimentari, ai forni e a tutte quelle attività dove la maggior parte degli acquisti è inferiore ai 30 euro. Insomma: questa novità va introdotta per gradi».
Allo stesso tempo, le categorie chiedono un ridimensionamento dei costi per i Pos. Oggi, infatti, oltre alle spese per l’installazione e il canone mensile, ci sono commissioni medie che vanno dai 50 centesimi a oltre 2 euro per transazione. «Non è pensabile - sostiene Pasquini - che le banche possano continuare a chiedere cifre simili. Di conseguenza, se si va verso un obbligo per tutti i negozi di utilizzo dei Pos, bisogna adeguare le spese a livelli sostenibili. Se è vero, com’è vero, che negli Stati Uniti l’uso della moneta elettronica ha quasi eliminato il contante, è giusto comparare i costi che questo servizio ha di qua e di là dall’oceano».
@matteotuccini
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