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Caso inceneritore, Pietrasanta alza il tiro

Caso inceneritore, Pietrasanta alza il tiro

Amministrazione pronta a rivalersi sugli altri Comuni se non si troverà l’accordo sui milioni da pagare

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PIETRASANTA. «Ad oggi non è arrivata alcuna ingiunzione di pagamento da parte di Termomeccanica a margine della vicenda dell'inceneritore del Pollino». La precisazione arriva dall'assessore Italo Viti a smentire le voci, insistenti, dell'ufficializzazione negli ultimi giorni del 2013, del mandato di pagamento superiore a quindici milioni di euro a carico dei comuni di Pietrasanta e Massarosa. Denaro dovuto in quanto la sentenza del tribunale, su questo fronte, è di fatto esecutiva, anche se le due amministrazioni stanno valutando tutta una serie di opzioni per arrivare ad una soluzione meno traumatica possibile, dal punto di vista economico.

Nel momento in cui sarà protocollata l'ingiunzione - è questioni di giorni, ad ogni modo - Pietrasanta, se non sarà trovato un accordo con gli altri Comuni per la compartecipazione delle spese, eserciterà a sua volta un’azione di rivalsa a carico delle amministrazioni confinanti, per intendersi Viareggio, Camaiore, Forte dei Marmi e Seravezza. In sostanza da piazza Matteotti partiranno, o dovrebbero partire visto che non c'è ancora certezza sull'evolversi della vicenda, quattro ingiunzioni di pagamento con destinatari i sindaci Buratti, Del Dotto, Betti e Neri.

«Riteniamo che la spesa addebitabile a Pietrasanta non possa essere superiore al quindici per cento di quanto richiesto, per intenderci circa due milioni e duecentomila euro» precisano dal palazzo senza però voler entrare nel dettaglio di eventuali provvedimenti a carte bollate. Le prospettive, ad oggi, vista l’enormità della richiesta di Termomeccanica, restano a tinte preoccupanti anche per le temute ripercussioni sul bilancio comunale, già attentamente monitorato dalla Corte dei Conti.(l.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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