Gioco
Banchine, proroga per le concessioni alla Viareggio porto
Ceina e Antonini gestite dalla società pubblica fino al 2020 Ma il Comune raddoppia il canone: da 10mila a 20mila euro
VIAREGGIO. Scadono oggi le sub concessioni del Comune in favore della società Viareggio porto per gli specchi acquei delle banchine Ceina e Antonini. Nelle scorse settimane era circolata la voce che potesse essere aperta una procedura di comparazione pubblica per il rinnovo della concessione alla stesso Comune o a chi avesse dimostrato di avere “titoli” migliori. Non sarà così. Perché la concessione al Comune sarà prorogata (e non rinnovata) fino al 2020. Questa la scelta dell’Autorità portuale che ha scelto, con il suo segretario Fabrizio Morelli, di percorrere la strada aperta dalla legge 221/2012. In base alla quale in materia “di concessioni di beni demaniali marittimi, lacuali e fluviali con finalità turistico-ricreative e sportive, nonché quelli destinati a porti turistici, approdi e punti di ormeggio dedicati ala nautica da diporto (...) il termine delle concessioni in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto e in scadenza entro il 31 dicembre 2015 è prorogato fino al 31 dicembre 2020».
Una proroga, dunque, che Morelli ha inteso dare a chi in porto gestisce gli approdi turistici: Viareggio porto, la società oggi tornata interamente pubblica, ed il privato Yacht Broker” che opera, invece, sulla storica banchina Fucile. Previo invito a farsi avanti - così le lettere inviate dall’Autorità portuale - per dimostrare di voler beneficiare della proroga stessa.
Cosa che ha prontamente fatto l’ufficio patrimonio del Comune, titolare delle concessioni sugli specchi acquei afferenti alle banchine “Ceina” e “Antonini”. «Il Comune - spiega Giovanni Giannerini, presidente della Viareggio porto - ci ha informato dell’intenzione di raddoppiare il canone che passerà da 10mila a 20mila euro. Per noi va bene». Anche perché - prosegue Giannerini - «una volta ottenuta la proroga abbiano intenzione di chiedere alla Autorità portuale un pezzo di banchina in concessione per poter installare le colonnine dei servizi». Questo consentirebbe alla società presieduta da Giannerini di aumentare i costi dell’ormeggio, portandoli alla pari con quelli dell’approdo della Madonnina: «Metteremmo in banchina anche un ormeggiatore - conclude il presidente - portando da tre a quattro le persone che abbiano intenzione di assumere». La Viareggio porto ha già presentato domanda di proroga anche per la concessione della Madonnina, in scadenza a fine 2014: anche in questo caso la possibilità che viene utilizzata è la stessa.
Impossibile non sollevare una questione, alla quale Morelli non si sottrae: se per gli stabilimenti balneari la legge che consente la proroga delle concessioni demaniali non crea alcun problema, anzi ne risolve qualcuno, cosa diversa è per i porti come quello di Viareggio che vedono svolgersi una molteplicità di attività sul demanio marittimo che viene assegnato in concessione. Insomma: l’approdo turistico ottiene la proroga, ma il cantiere navale no. E, alla scadenza della concessione deve avviarsi alla procedura di comparazione pubblica. «Che alcune concessioni vadano in proroga e altre no è quantomeno un’incongruenza», risponde il segretario dell’Autorità portuale. Che ci tiene anche a prevenire una possibile obiezione: «Si prendono in considerazione per la proroga, in base alla normativa, gli approdi turistici indipendentemente dal tipo di pontile. Insomma, tutto quello che è destinato alla nautica da diporto è approdo turistico».
È facile immaginare che la scelta fatta dall’Autorità portuale solleverà perplessità, malumori e forse anche ricorsi. Come tutte le volte che in porto si affronta la questione delle gestione delle banchine.
Certo è che, in vista di una nuova gara per la parziale privatizzazione della Viareggio porto, la proroga fino al 2020 delle concessioni aggiunge quel pizzico di valore in più che non guasta. Ma siccome siamo a Viareggio, capacissimi di bandire la gara nel 2012...
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