Sicurezza
Mercato ittico, la Regione chiede conto al Comune
Ultimatum da Firenze: entro il 13 gennaio va resa operativa l’asta elettronica. Oppure si rendano i soldi: 200mila euro
VIAREGGIO. Mercato ittico con data di scadenza: quella del 13 gennaio, termine in cui il Comune dovrà dimostrare alla Regione di aver messo in funzione l’asta elettronica acquistata per 200mila euro con fondi del Piano provinciale annuale di intervento per la pesca marittima. Una storia lunga, di quelle infinite che solo Viareggio sa coltivare. Una storia che - se il 13 gennaio il macchinario non sarà operativo - rischia di finire davvero male. Perché la Regione, dopo i sopralluoghi effettuati a Viareggio nelle scorse settimane, è stata chiara: o il macchinario entra in funzione o Firenze chiederà la restituzione della cifra. E bloccherà pagamenti ulteriori e finanziamenti futuri.
Gli assessori Alessandro Augier (attività produttive e porto) e Laura Servetti (lavori pubblici e personale) messi spalle al muro hanno indicato la data del 13 gennaio come la linea del Piave. Ma le cose non sembrano andare nel senso sperato. Come spiega Diego Santi, assessore provinciale che tra le proprie deleghe ha anche quella alla pesca: «Ho notizie di un paio di settimane fa da Viareggio, relative al fatto che resterebbe un problema con la banca». Perché l’asta elettronica prevede fatturazione e pagamento immediato attraverso il sistema della banca on -line, visto che nessun Istituto di credito è più disponibile a gestire lo sportello che pure ha a lungo resistito all’interno del mercato ittico esistente dagli anni Ottanta. I tempi però non sembrano quelli utili a non incappare nella sanzione della Regione.
Intanto i rappresentanti dei pescatori sono ornati ad incontrare il dirigente del Comune, Vincenzo Strippoli, oggi competente per tutto quanto riguarda i mercati cittadini. «Abbiamo sottoposto all’amministrazione comunale - spiega Niclo Vitelli, presidente del Consorzio “La Cittadella della pesca” - ventisette punti, dei quali quattro/cinque sono per noi fondamentali». Tra questi c’è anche «la scelta della banca con la quale avviare finalmente l’asta elettronica». A maggior ragione se - come è intenzione del Comune - i pescatori devono assumere la gestione diretta del mercato ittico. In questo senso, continua Vitelli, «tra i nodi centrali per gli operatori della pesca c’è quello dei contratti che il Comune ha in essere ad oggi per la gestione della struttura. Noi chiediamo che vengano risolti: poi sarà nostra cura decidere quali riattivare e a quali condizioni».
In una nota che prima di Natale il Consorzio ha inviato a Regione, Provincia e Comune, i pescatori mettono nero su bianco: «Le strade tecnico giuridiche possono essere studiate e noi abbiamo già fornito un contributo ma sono per noi subordinate ad una intesa sui punti relativi alla gestione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
