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La grande H rossa che fa arrabbiare i massarosesi

La grande H rossa che fa arrabbiare i massarosesi

Residenti e ambientalisti contro l’insegna di un hotel «La luce toglie la visuale del paesaggio e della collina»

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MASSAROSA. «L'impatto finale sarà minimo». Così avevano garantito i titolari del ristorante-hotel La Chandelle di Massarosa, qualche anno fa, quando Italia Nostra contestò il loro piano di recupero edilizio che, a conti fatti, regalò alla struttura un piano in più. Ma non è quello che risulta oggi a tanti residenti che protestano per una grande insegna rossa apparsa sulle colline tra Massarosa e Bozzano: «Deturpa il paesaggio». Con i lavori di qualche anno fa infatti il ristorante divenne anche hotel a tre stelle, con otto grandi camere a disposizione. Lavori che in sostanza prevedevano un piano in più, fatti secondo una norma del regolamento urbanistico che lo permetteva. Un intervento contestato però dai residenti e dall'associazione ambientalista Italia Nostra, che gridò allo scempio ambientale.

Dopo le proteste i lavori andarono avanti regolarmente, e la struttura da tempo ha riaperto i battenti. Da qualche giorno però, sopra l'hotel, è apparsa una grande scritta luminosa rossa: una grande H di hotel, le tre stelle della struttura e il simbolo della forchetta e del coltello per il ristorante. In realtà se ci si passa davanti di giorno quasi non ci si fa caso. Diverso però il discorso se si passa davanti il municipio di Massarosa di sera o di notte. L'unica cosa che si vede, nel buio delle colline dietro il Palazzo comunale, è proprio quella grande scritta rosso fuoco.

Un pugno nell'occhio secondo molti residenti, che stanno protestando per la grande insegna. «Parlano tanto di cura e rispetto per le colline - dice qualcuno - e poi permettono queste cose».

Proteste anche per i residenti che si trovano alle spalle dell'hotel: «Con la scritta luminosa ci hanno tolto qualsiasi visuale del paesaggio».

Qualcuno ricorda anche il piano di mitigazione ambientale che la società che gestisce il ristorante fu costretta a presentare prima di poter fare i lavori per il piano in più: si parlava di «colori mimetici rispetto all'ambiente circostante, piante, arbusti e alberi a circondare la struttura». Ma ora quell’insegna riapre la discussione.

Marco Pomella

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