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la polemica

Favilla attacca i sindacati per il silenzio sulle aste

LIDO. «Il no alle aste per i bagni deve restare un punto fermo. E in molti si stanno convincendo del fatto che è necessario andare a Bruxelles per discutere delle conseguenze della Bolkestein». Ad...

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LIDO. «Il no alle aste per i bagni deve restare un punto fermo. E in molti si stanno convincendo del fatto che è necessario andare a Bruxelles per discutere delle conseguenze della Bolkestein». Ad affermarlo è Emiliano Favilla, presidente del Comitato per il No alle aste. Da Favilla arriva un appello all’unità nella categoria per difendere le 30mila imprese balneari familiari che rischiano di essere spazzate via con le famigerate aste volute dalla direttiva Bolkestein. Favilla ricorda la bocciatura degli emendamenti sulla sdemanializzazione arrivata da più parti. Ma chiede ai colleghi e a chi ha potere decisionale di andare avanti nella lotta per evitare le aste.

«Anche il governo e la Regione - ricorda Favilla - durante il dibattito sulla sdemanializzazione hanno ribadito la necessità di discutere con l’Europa. Il presidente Enrico Rossi era contrario alla vendita ma si è detto d’accordo con noi per presentare a Bruxelles una proposta congiunta con il governo italiano. anch il governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani pare essersi ammorbidito sull’ineluttabilità delle aste. noto invece silenzio e immobilismo da parte dei sindacati: ma spero di sbagliarmi».

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