Il lutto
Buratti contesta l’inchiesta: responsabilità della Regione
FORTE DEI MARMI. «È assurdo che si vada a ricercare dai Comuni qualcosa che non è dei Comuni»: il sindaco Umberto Buratti respinge al mittente le accuse di aver commesso un danno erariale nei...
FORTE DEI MARMI. «È assurdo che si vada a ricercare dai Comuni qualcosa che non è dei Comuni»: il sindaco Umberto Buratti respinge al mittente le accuse di aver commesso un danno erariale nei confronti della Regione per il mancamento adeguamento - così sostiene la Procura della Corte dei Conti regionale - della classificazione degli stabilimenti balneari. Buratti è deciso a contrattaccare: «Queste contestazioni della Corte dei Conti sono un aggravio di costi per la pubblica amministrazione. Ed anche per il privato cittadino che si ritrova a farci i conti».
L’inchiesta, delegata alla guardia di finanza di Lucca dalla Procura della Corte dei Conti, tocca anche Forte: 2 milioni e 159mila euro la cifra considerata come mancata incasso per non aver adeguato la “classe” di riferimento degli stabilimenti balneari, rimasti così in una classe “media” pur offrendo servizi di qualità ben più superiore. «Non capisco - continua Buratti - come la Corte dei Conti possa andare a cercare chi è mero esecutore e non ci guadagna nemmeno un euro...». Il sindaco di Forte punta dritto su Firenze: «La Regione Toscana - ricorda - con delibera numero 331 del 14 maggio 2007 stabilì le nuove categorie turistiche per gli stabilimenti balneari. Precisando che nelle more dell’applicazione della legge tutte le aree balneari erano da considerarsi in categoria “B”». Quella contestata, appunto, dagli inquirenti. «La delibera - ricorda Buratti - fu inviata a tutti i Comuni e a tutte le Capitanerie. Poi, l’anno dopo, con delibera numero 805 del 13 ottobre fu la stessa Regione a prorogare l’attuazione delle nuove classificazioni». Ed allora, è la domanda del primo cittadino di Forte, «chi è che stabilisce la valenza turistica? La Regione è l’Ente che decide. E non capisco perché ora vengono dai Comuni a dire “avete sbagliato”. Mi sembra un po’ anomala la decisione della Corte. A mio avviso i Comuni ed i loro dirigenti non hanno alcuna responsabilità nelle vicenda».
Vicenda che offre lo spunto a Buratti per tornare su un tema che gli è particolarmente caro: «È necessario, e sempre più urgente, un provvedimento organico di tutta la materia degli stabilimenti balneari. Si pone con forza, insomma, l’esigenza di una rilettura di tutte le norme del demanio». A cominciare da quel Codice della navigazione, datato 1942, «quando il demanio era un pezzo di territorio dello Stato strategico dal punto di vista militare. Tanto che era affidato alla gestione della Capitaneria. Oggi tutti possiamo affermare che per il demanio marittimo la finalità prevalente è quella turistico-ricreativa...». (d.f.)
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