Sicurezza
Settanta anni di delizie per il Centro Storico
CAMAIORE. La guerra era appena finita. E mentre la Versilia lentamente cominciava a riprendersi dai danni provocati dalle bombe, preparandosi a diventare una delle località turistiche più rinomate...
CAMAIORE. La guerra era appena finita. E mentre la Versilia lentamente cominciava a riprendersi dai danni provocati dalle bombe, preparandosi a diventare una delle località turistiche più rinomate dell’era del boom economico, a Camaiore, per mano di Remo Dini e Nera D’Agliano, nasceva la trattoria Da Remo, piccolo locale che dopo qualche anno - sempre sotto la gestione della stessa famiglia - sarebbe cresciuto trasformandosi nel “Centro storico” . Lo storico locale di via Cesare Battisti ha si avvicina a compiere 70 anni confermando si come uno dei locali più “antichi” di tutto il territorio di Camaiore e dell’intera Versilia.
E continua, nonostante i cambiamenti e la crisi in atto in tutta Italia, ad attrarre versiliesi e turisti (russi compresi) offrendo la consueta e inossidabile ricetta a base di cucina casalinga, funghi e tartufi.
Anche se Remo - da tutti conosciuto come il “re dei funghi” - da qualche anno non c’è più, all’ ingresso è ancora possibile incontrare la signora Nera, sempre sorridente e disponibile.
Dietro ai fornelli c’è il figlio della coppia Paolo, detto Paolone, assieme al fratello Dino. La sala è gestita dall’altro fratello Luca. A rifornire il ristorante di funghi ci pensa invece Piero.
Qui per gli aficionados è raro imbattersi in sorprese: ma vista la qualità dei piatti (e i rischi, sempre più frequenti, di imbattersi in chi si improvvisa ristoratore) chi le vuole le sorprese? E così la gente continua a prendere la via di Camaiore per venire a gustarsi gli antipasti con le insalatine di funghi, gli sformati e la polenta con i funghi e a chiedere il bis di ravioli con gli ovuli o di funghi al cartoccio o altri piatti a base di carne. Ma come si può resistere alla crisi e attraversare settanta anni di storia senza mai una pausa? «Con l’arrivo dell’euro e poi della crisi - spiegano i gestori del ristorante - molti locali hanno dovuto gettare la spugna. Noi abbiamo continuato lavorare con la consueta qualità cercando di tenere sotto controllo i prezzi. La nostra gestione familiare ce lo permette». Come esempio i proprietari del locale, dopo aver registrato il tutto esaurito a Natale, mostrano il menù per il Capodanno. Nell’elenco figurano antipasti, cannelloni agli ovuli, risotto ai funghi cotto nella forma di parmigiano, coscio di maiale in bella vista e stufato di manzo, funghi fritti e altri piatti: il tutto a 40 euro. Una cifra difficile da trovare al giorno d’oggi.
Luciano Menconi
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