Sicurezza
Mungai: accordo per gli espropri
Il sindaco di Massarosa interviene dopo la sentenza del Tar su Pioppogatto
MASSAROSA. «per gli espropri non pagati potrebbero arrivare delle transazioni con i proprietari vantaggiose per i Comuni. Questa “eredità” è dovuta alla cattiva gestione della questione rifiuti tra gli anni’90 e l’inizio dei 2000». Ad affermarlo è il sindaco di Massarosa Franco Mungai dopo la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso dei proprietari dei terreni per gli espropri mai completati. Ora la delicata questione potrebbe essere gestita da un commissario inviato dalla Regione che potrebbe portare a costosi rimborsi a favore degli “esproriati”. «La vicenda degli espropri dei terreni su cui fu costruito l’impianto di Pioppogatto - spiega Mungai - è una delle tante questioni irrisolte provenienti dal passato relative alla cattiva gestione di chi, tra la fine degli anni ’90 ed i primi anni del 2000, si è trovato ad occuparsi dell’annosa vicenda legata al sistema integrato di smaltimento dei rifiuti della Versilia. Anche per questa vicenda mi sono adoperato sin da subito per cercare di arginare l’emorragia del contenzioso. Nello specifico, tramite l’avvocatura comunale, che su mio mandato ha lavorato per diversi mesi con i legali di controparte raggiungendo, dopo un’accurata istruttoria, un’ipotesi di accordo bonario, per porre fine ai tre contenziosi vantaggioso per i Comuni versiliesi. Nelle riunioni del Cav ho comunicato la situazione agli altri comuni, ricevendo risposte solo tardivamente. L’accordo, negli importi e nei termini concordati, è stato finalmente deliberato da parte di tutti i comuni all’ultima assemblea di Cav del 21 novembre scorso. La transazione, necessaria prima del passaggio in giudicato della sentenza, che ovviamente lascia impregiudicati tutti i futuri diritti di rivalsa, anche economici, dei Comuni, a partire dal nostro, nei confronti di chi verrà ritenuto responsabile delle eventuali malefatte, risulta vantaggiosa per le parti pubbliche per una serie di motivate e sostanziali ragioni. In primo luogo, è conveniente perché i terreni in questione sono finitimi a quelli già oggetto della cosiddetta “sentenza Metalcom”, vertenza transata nel 2010 a seguito della pronuncia della Corte d’Appello di Firenze, che in quel caso riconobbe alla proprietà un valore di 31 € al mq, a fronte dei 15 € a mq che invece si andrebbero a pagare con l’accordo di cui oggi si discute, con un risparmio direi particolarmente significativo. Inoltre, la somma totale degli importi, che è di € 1.080.000 verrebbe spalmata in buona parte su un quadriennio».
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