Sicurezza
La gaffe su Fb di Caprili don Dante scrive al sindaco
Il parroco della Migliarina e vicario del vescovo bacchetta l’assessore al bilancio che risponde: è stato uno sfogo, ma i social network impongono di ragionare
VIAREGGIO. «Uno sfogo personale, scritto di getto, senza pensare troppo alle conseguenze»: così Alessandro Caprili, assessore al bilancio allo sport dell’amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Leonardo Betti, si scusa per il “post” su Facebook che si è lasciato “scappare”. “Il Natale mi fa c..Mi ha sempre fatto c... quest’anno ancora di più”, ha scritto Caprili accompagnando il testo con il simbolino inequivocabie dal color marroncino. Nei due giorni di festa i commenti sulla Rete si sono moltiplicati, e la pallina avvelenata è rimbalzata qua e là sull’infinito campo di Facebook. Finestra alla quale ci si affaccia mostrando gradi e credenziali, ma dalla quale si rischia di mostrare comportamenti da scuola media.
Così ieri mattina don Dante Martinelli, parroco della Migliarina e vicario moderatore della zona pastorale di Viareggio, ha scritto una lettera aperta al sindaco: «A volte - scrive il religioso - può succedere di esprimere un certo disagio con parole non troppo ortodosse. Tuttavia trattandosi del Natale, festa religiosa, (fra l'altro accolta per i suoi messaggi anche da persone che non si riconoscono nella comunità cristiana), certe definizioni le ritengo davvero irrispettose e, ancor più irrispettose, se divulgate, come è avvenuto, a mezzo Internet».
Don Dante non si ferma qui e ricorda «che un'amministrazione comunale è espressione di un mandato ricevuto dai cittadini, da una maggioranza comprendente "credenti e non credenti". Pertanto anche l'assessore Caprili deve sentirsi assessore di tutti: assessore dei cattolici e dei non cattolici; Assessore di chi professa altro "credo religioso" e assessore di quanti, indipendentemente dall'appartenenza religiosa, rientrano in quella moltitudine di persone che la Chiesa stessa definisce persone di buona volontà. Questa consapevolezza da parte dei nostri amministratori sarà senz'altro di aiuto nell'espletamento del mandato conferito loro dai cittadini».
Nel pomeriggio Caprili ha risposto parlando del gesto fatto come uno «sfogo»: «Ognuno - scrive Caprili - ha le sue difficoltà e quando queste arrivano alle porte del Natale, momento in cui si respira un’atmosfera di festa, può capitare di lasciarsi andare a pensieri forti ma che rispecchiano il proprio animo». Caprili riconosce che il ruolo ricoperto come amministratore pubblico «impone un uso più responsabile e ragionato dei social media, con la consapevolezza che tutto quello che assessori e sindaci scrivono ha molto rilievo nell’opinione pubblica». A don Dante e a tutti coloro che si sono sentiti offesi dal linguaggio utilizzato, Caprili fa una promessa: «Mi impegno a moderare in futuro il linguaggio e a voler ricordare a tutti i cittadini che sia sui social media che nella vita reale bisogna usare toni pacati e civili, senza dover ricorrere a tutti i costi a insulti o volgarità». In tal senso - è il messaggio dell’assessore al parroco - «concordo con lei quando dice che un amministratore pubblico deve rappresentare tutti i cittadini e rispettare il loro orientamento religioso».
Senza riferimento alla lettere di don Dante, Caprili poi conclude: «Trovo che un amministratore pubblico debba rinunciare all'incarico nel caso in cui compia atti illegali o non governi più nell'interesse dei cittadini: sono queste le cose di cui è bene che ci si scandalizzi, pur senza voler sminuire la gravità della mia esternazione».
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