Il Tirreno

Versilia

Abbonamenti Mover: la città che paga si ribella

di Donatella Francesconi
Abbonamenti Mover: la città che paga si ribella

Chi spende per andare a lavorare chiede la riduzione come per i residenti Ed i cittadini si domandano se sia stato davvero un affare privatizzare la società

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VIAREGGIO. «Dovrebbero esserci delle riduzioni per tutti! Residenti e non. Cinquanta euro sono troppi! E sono soldi buttati dato che per quel cavolo di Carnevale il parcheggio non si trova nemmeno a morire (e di conseguenza, per andare a lavoro, devi parcheggiare a cavolo e ti ritrovi pure la multa), inoltre avete messo a pagamento pure l'ultimo pezzetto della pineta!». La voce di Valentina Tardelli arriva dritta al cuore di chi governa la città dalla pagina Facebook del primo cittadino, Leonardo Betti. Ed è solo una delle tante che si leva in reazione alla scelta dell’amministrazione di centrosinistra che ha ridotto il costo dell’abbonamento per chi risiede in tutta l’area dove la sosta si paga. Ovvero la gran parte della città. Una decisione, quella dello sconto, che fa parte del confronto aperto con il socio privato della Mover, l’azienda presieduta da Paolo Casini che ha come amministratore delegato Mario Del Pistoia, figlio del socio Paolo Del Pistoia, vincitore del bando con il quale l’amministrazione Lunardini (centrodestra) decise di privatizzare in parte l’azienda dei parcheggi. Un confronto che non ha portato al passo indietro sperato, ovvero l’annullamento di far pagare la sosta ai residenti, provvedimento deciso ad inizio 2012 dal commissario prefettizio, Domenico Mannino, per onorare il contratto con il socio privato ed i vincoli che ne derivano per il Comune.

Ma la “tassa” sul parcheggio viene vista come una delle più inique. E Facebook rimbalza la voce della città e di chi, per esempio, solo perché lavora nelle zone con le strisce blu paga 30 euro al mese di abbonamento se residente a Viareggio o 50 se arriva da fuori da comune. Anche perché il lavoro, oggi, si fa sempre più precario. Come sottolinea un’altra cittadina: «È possibile che chi è a lavoro deve spendere un botto di parcheggio? Lei, sindaco, mi parlerà dell'abbonamento: ma per una persona che lavora saltuariamente significa tutto il guadagno nei vostri parcheggi...». Elena Ginesi è la voce di tante donne che lavorano nel commercio: «Io e altre commesse lavoriamo tutti i giorni, anche festivi e le sere d' estate fino a mezzanotte dando un servizio a Viareggio... A noi non ci agevolate per niente e mi tocca, e ci tocca, pagare la tariffa piena. Io ci penserei su, fossi in lei, sindaco...».

Già. Ma oggi, ad azienda privatizzata, non c’è cambiamento nelle modalità e nei costi della sosta che non debba passare da un confronto serrato con il socio. Chiamato - come confermava nei giorni scorsi il presidente Casini - alla revisione di quella clausola del contratto nella quale si stabilisce che il Comune ha l’obbligo di assicurare «un gettito annuale a favore della società Mover non inferiore a quello indicato nell’ultimo bilancio annuale approvato prima dell’indizione della gara». Ovvero 4 milioni e 800mila euro. Clausola inserita in un contratto che - lo ricordano i Giovani democratici (Pd) ancora sulla pagina Facebook del sindaco Betti - «vincolerà le amministrazioni viareggine fino al 2046». Clausola blindata, lavori stradali affidati, per un milione e mezzo - come da bando - all’impresa del socio privato: «Ma era proprio necessario privatizzare una società che aveva utili facendone ricadere le conseguenze sui cittadini?» è la domanda di Riccardo Moriconi.

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