Il Tirreno

Versilia

I negozianti saranno obbligati ad accettare pagamenti con carte

di Matteo Tuccini
I negozianti saranno obbligati ad accettare pagamenti con carte

Dal 1º gennaio si potrà sempre chiedere l’uso del Pos per acquisti sopra 30 euro. Anche agli ambulanti Ma gli esercenti chiedono una proroga. E la possibilità di limitare l’uso della moneta elettronica

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VIAREGGIO. Una nuova tegola piomba sugli esercizi commerciali in vista dei saldi invernali. Dal 1º gennaio, infatti, scatta l’obbligo di accettare sempre i pagamenti con carta di credito o bancomat per le transazioni sopra 30 euro. Questo significa che tutti - ambulanti compresi - saranno costretti a installare il famoso Pos, cioè quella macchinetta che legge le carte elettroniche e preleva il prezzo dell’acquisto dai conti correnti dei clienti. Un meccanismo che al commerciante costa, tant’è vero che molti preferiscono ancora oggi non disporre del Pos. Ma che - appunto - dal 2014 diventerà indispensabile. A meno che si presentino solo clienti con i contanti. Ipotesi, diciamolo, improbabile.

Chiesta una proroga. L’obbligo è stato inserito dall’articolo 15 del decreto Crescita-bis, poi convertito in legge. L’obiettivo è aumentare la cosiddetta tracciabilità, cioè la registrazione dei flussi di denaro, e combattere l’evasione fiscale. Ma, come sempre accade nel nostro Paese, si è lanciato il sasso e la mano è rimasta chissà dove. Gli interessati dalla novità - sia esercenti che clienti - sono ancora in attesa di capire come dovranno comportarsi. «In realtà - afferma Emanuele Pasquini, direttore di Confesercenti - la norma dà soltanto i tempi, cioè la data dell’avvio, ma non dice altro. Mancano, insomma, i decreti attuativi che forniscano tutti i dettagli. Ecco perché, come associazioni di categoria, abbiamo chiesto una proroga di sei mesi».

Le soglie minime e massime. Oltre al posticipare il via all’obbligo del Pos, i commercianti chiedono essenzialmente di chiarire due aspetti. E cioè la soglia dei 30 euro, sotto cui sarà ancora possibile da parte dell’esercente rifiutare la moneta elettronica e chiedere il pagamento in contanti, e il fatto che la novità potrebbe riguardare solo le aziende con fatturato superiore ai 200mila euro. Quest’ultimo aspetto è fondamentale, anche se un po’ grottesco: vorrebbe dire escludere la maggior parte degli esercizi commerciali d’Italia. A quel punto, insomma, la norma non avrebbe più molto significato. Pasquini la vede così: «Sia per i 200mila euro di soglia per le imprese che per i 30 euro per il pagamento minimo si fa riferimento a indiscrezioni. Dal momento che il ministero dello Sviluppo economico deve attuare i decreti di concerto con il ministero delle Finanze e Banca d’Italia, quelli sembrerebbero essere i contenuti della proposta del Ministero».

Il rischio caos coi saldi. Ma in attesa dei chiarimenti, il rischio concreto è che la norma diventi operativa così com’è. Scatenando il caos dal 4 gennaio, al via cioè dei saldi invernali. «È una vera beffa - afferma Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Viareggio - in un momento come questo, con tutte le difficoltà che ci sono, si butta lì una modifica così importante del rapporto negoziante-cliente. Rischiando di creare una valanga di incomprensioni».

Una spesa aggiuntiva. Bertolani, tra l’altro, non condivide l’introduzione dell’obbligo del Pos. «No, perché è una spesa in più. E nemmeno di poco conto - dice - Non parlo per me, vi basti sapere al Nike Alf in Passeggiata ne ho due. Ma penso ai tanti piccoli commercianti che si ritroveranno con un canone mensile da pagare, e con commissioni medie dell’1% su ogni transazione. In pratica, è come prendere un dipendente in più». Su questo tema le associazioni di categoria hanno inviato una lettera al Governo. In cui si spiega che la nuova normativa «imporrà un aggravio pesante per le imprese. Oltre all’obbligo di pagamento dei costi di attivazione del Pos, le imprese dovranno sopportare gli ulteriori costi di gestione che andranno ad aggravare ulteriormente i loro costi fissi. A ciò deve poi, ovviamente, aggiungersi il costo delle commissioni su ogni transazione». Di conseguenza, concludono, serve un rinvio. Che al momento non è stato concesso.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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