Finanza
Maxi conto da 900 euro per le multe non notificate
Stangata a un’automobilista per un eccesso di velocità di 25 km orari «Non mi hanno trovato in casa e non mi hanno avvisato: verbali raddoppiati»
VIAREGGIO. La multano per un eccesso di velocità di 25 km orari, ma la notifica non va a buon fine. In parole povere, non la trovano in casa sia per la consegna della prima sanzione, sia per quella accessoria: la mancata comunicazione dei dati del conducente, per la decurtazione dei punti della patente. Il risultato è che, a distanza di un anno e mezzo, un’automobilista si ritrova a pagare quasi 900 euro per una contravvenzione che in origine era di 176. E lei si ribella: «Ingiusto che io paghi per l’inefficienza di qualcuno: darò battaglia».
Già, perché la contestazione di Jemiola Elzbieta Danuta, cittadina polacca residente in via Verdi, è legata all’incapacità di Poste e Comune di avvisarla dei verbali dopo la mancata notifica. «Ho saputo solo a distanza di un anno e mezzo, quando cioè ho ricevuto una richiesta di pagamento da 550 euro - spiega - che c’era stato un problema nelle notifiche. E l’ho saputo perché sono andata in Comune a chiedere spiegazioni». Lì le hanno detto che prima il postino e poi il messo non erano riusciti a trovarla, e le avevano lasciato degli avvisi. Ma quegli avvisi, sostiene la donna, non esistono. E hanno scatenato un procedimento perverso.
I fatti. La multa viene presa da Jemiola sulla strada provinciale Bientinese, che collega la provincia di Pisa a quella di Lucca (Altopascio). È il 21 aprile del 2012. L’eccesso di velocità, come detto, è di 25 km orari: la sua auto sta viaggiando a 75 in una strada in cui il limite è di 50. Basta e avanza per essere fotografata dall’autovelox della polizia provinciale di Pisa, che ha competenza sulla strada. Nella contravvenzione di 176 euro che le viene inviata a casa, si spiega che dovrà presentarsi entro 60 giorni per dire chi era alla guida del mezzo, in modo da togliere i 3 punti di rito a chi di dovere. La pena è una sanzione ulteriore di 269 euro.
Ma quella notifica non va a buon fine, perché il postino non la trova in casa. Lui informa il Comune per una verifica della residenza, che ha buon esito, in vista di una consegna da parte del messo. Ma quando la polizia provinciale le invia il secondo verbale - perché ovviamente la donna, non sapendo di essere stata multata, non si è presentata per la decurtazione dei punti - accade lo stesso: niente notifica. E, secondo Jemiola, niente avviso. «Tra l’altro - dice - c’è una confusione incredibile anche nelle date riportate dai funzionari: in una delle buste c’è scritto il giorno precedente a quello del tentativo di consegna».
A quel punto la multa fa il suo corso e viene raddoppiata con le relative sanzioni. «Ho ricevuto la prima richiesta di pagamento il 29 luglio scorso - afferma la donna - cioè più di un anno dopo la multa: 336,65 euro. L’ho pagata, perché mi si dava tempo fino a fine agosto. Ma poi a dicembre mi è arrivata la seconda stangata: più di 550 euro da versare entro gennaio, perché non mi sono presentata per togliere i punti della patente. Avessi saputo che mi avevano multato, l’avrei fatto». Una vicenda paradossale, insomma, con la donna che si è rivolta alla Lega consumatori per avere giustizia: «È incredibile - dice - che per l’incapacità di consegnare una sanzione, un cittadino si ritrovi a sborsare quasi 1.000 euro. Io non navigo nell’oro, e non ho intenzione di pagare per un errore che non ho commesso».
@matteotuccini
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