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Romanini rinviato a giudizio per il sequestro dell’ex socio

Romanini rinviato a giudizio per il sequestro dell’ex socio

L’imprenditore camaiorese a marzo dovrà affrontare il processo in corte di assise a Lucca L’avvocato chiede la scarcerazione: «E’in cella da quasi un anno, ha problemi di salute»

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CAMAIORE. L’imprenditore Roberto Romanini è stato rinviato a giudizio per il caso del presunto sequestro di persona ai danni di Loreno Della Valle, un ex socio nella vendita di funghi nel Nord Europa diventato poi rivale. Tra i due c’è stato un reciproco scambio di accuse per questioni di affari - in ballo ci sono oltre 3 milioni di euro - che ha dato luogo a una serie di denunce incrociate. Nel febbraio scorso Romanini fu arrestato nella sua villetta di Camaiore dalla squadra mobile di Lucca in base alle accuse mosse da Della Valle. Ieri il gup di Firenze, su richiesta del pm Ettore Squillace Greco (le indagini sono state condotte anche dalla Direzioni distrettuale antimafia), ha deciso per il rinvio a giudizio di Romanini con l’ accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione. Ora il legale di Romanini, l’avvocato Maurizio Tonnarelli, torna chiedere la scarcerazione del suo assistito, che in cella avrebbe avuto anche problemi di salute. «Il mio assistito - spiega Tonnarelli - è in prigione da dieci mesi per accuse basate su fatti accaduti tra il 2006 e il 2007. Lui non ha più avuto contatti con le persone che lo accusano, la misura dei domiciliari sarebbe una decisione importante per una persona nelle sue condizioni di salute che da mesi vive lontano dalla famiglia». L’avvocato afferma anche che i testimoni che potrebbero scagionare Romanini non sono ancora stati sentiti dai giudici. La chiave del caso è un contratto che l’imprenditore avrebbe fatto firmare al rivale con la forza. A denunciare Romanini è stato lo stesso Dalla Valle dicendo di essere stato rinchiuso in un capanno, incappucciato e legato, e di essere stato minacciato (anche con ricatti riguardanti alcuni filmati osé compromettenti) affinchè firmasse il documento. La difesa ritiene che quel contratto, come confermerebbero i testimoni che a questo punto parleranno durante il processo, è stato firmato prima del presunto sequestro.

Va anche ricordato che Romanini ha controdenunciato Dalla Valle accusandolo di averlo truffato per oltre 3 milioni di euro rubandogli il denaro depositato su un conto comune. Quest’ultima vicenda è al centro di un altro processo in cui è Dalla Valle a s edere sul banco degli imputati.

Come si ricorderà Roberto Romanini è anche accusato di essere il mandante dell’omicidio del cugino Stefano Romanini, che fu ucciso, in circostanze ancora avvolte nel mistero, di fronte alla porta di casa a Camaiore nel febbraio 201. Anche le indagini su questo caso sarebbero già chiuse. E le richieste di rinvio a giudizio da parte della procura di Lucca potrebbero partire in ogni momento. (g.d.)

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