A Forte un Natale a tutta satira con le vignette di Makkox
FORTE DEI MARMI. In lui coabitano rumorosamente la ribellione raffinata della grande stagione satirica americana, capitanata da Al Capp, con le acrobazie lessicali dei personaggi della striscia di Li’...
FORTE DEI MARMI. In lui coabitano rumorosamente la ribellione raffinata della grande stagione satirica americana, capitanata da Al Capp, con le acrobazie lessicali dei personaggi della striscia di Li’l Abner, e i monologhi dei sofisticati personaggi di Jules Feiffer: stiamo parlando di uno dei più bravi disegnatori e fumettisti italiani, quel Marco Dambrosio, che da qualche mese tiene banco anche sui Rai3 con “Gazebo” di cui cura la parte iconografica, e che gli appassionati conoscono ormai da anni come Makkox per le vignette sui giornali e per i suoi libri. A lui il Museo della Satira dedica da domani la mostra di Natale - “La Fine è vicina!” - che proseguirà poi fino alla fine di marzo. Duecento disegni satirici al fulmicotone, che non risparmiano nessuno, da Berlusconi a Monti, da Letta a Renzi: acidi, cattivi, pungenti e dolorosi, come un getto d’acido in faccia.
Tramontata definitivamente la vignetta sui giornali, Makkox, celebra così la sua metamorfosi mediatica, rappresentando uno degli esperimenti più riusciti di giornalismo grafico italiano. E se è vero che le armi del ridicolo e dell’ironia trovano solitamente espressione nei periodi più critici della storia italiana, Makkox oggi è sicuramente il cantore più rappresentativo di questo nostro tempo decadente, dove, per dirla con Feiffer. «La satira non è più un commento al nostro modo di vivere. La satira è il nostro modo di vivere».
Difficile da inquadrare, la sua produzione sfugge contemporaneamente ai limiti del fumetto e della vignetta. Il suo stile, invece, è unico e riconoscibile, come i suoi colori acidi che temperano gli stati d’animo dei protagonisti. Makkox, non a caso, ha trovato soprattutto su internet il mezzo più congeniale per far scorrere il film veloce delle sue “scrolling stories”, storie da scorrere in verticale, esattamente come le pagine web!, dove i protagonisti riflettono e interagiscono con un immaginario lettore. Il linguaggio è sempre colloquiale, forte, arricchito spesso dall’uso della trascrizione fonetica delle parole che sgorgano fluide, creando una sorta di realtà suonata a ritmo veloce, una realtà spezzata, frammentata, come nel montaggio di un film, o nelle canzoni rap. Da queste strisce politiche e satiriche, poetiche e psicologiche, si disvela un autore lucido e divertente, che denuncia e deride le storture e le contraddizioni dei protagonisti della scena sociale e politica italiana, ma con disincanto, non parteggiando, ma più spesso denunciando, e sbattendo in faccia l’amara realtà. Makkox che sarà presente all’inaugurazione è stato il vincitore del Premio Satira Politica nel 2011.
Una curiosità. Il Museo della Satira proporrà per la prima volta un duplice catalogo dell’esposizione: una versione cartacea e una versione solo su web profondamente diverse: la versione su carta sarà gigantesca, e provocatoria – “andrà stracciata per estrarne trenta disegni da incorniciare” sobillano gli organizzatori - mentre la versione ebook, contenente invece tutti i disegni in mostra è sfogliabile on line e scaricabile gratuitamente, come gli ebook che vanno tanto di moda, dal sito web del Museo della Satira.
Angelo Petri
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