Sicurezza
Indotto nautico in crisi Fallisce anche Landucci
Il gruppo in sofferenza dallo scorso anno perde una delle proprie società È l’ennesimo caso di chiusura tra le imprese artigiane della Darsena
VIAREGGIO. La crisi del gruppo Landucci era finita sui giornali a settembre dello scorso anno, con le proteste dei lavoratori, tra presidi e assemblee, per l’arretrato sui pagamenti. Poi in Darsena era circolata la voce della vendita di uno dei capannoni. Oggi il cantiere torna a far parlare di sè per la sentenza del tribunale fallimentare di Lucca che dichiara, appunto, fallita una delle società del gruppo: la Landucci F. di Landucci S. E C. Snc e i soci Gelada C.a.e. e Landucci S. Snc.
Un marchio storico, specializzato nell’indotto nautico, in particolare (per quanto riguarda la società fallita) nel settore dell’impiantistica elettrica. Da mezzo secolo in Darsena. Da mezzo secolo garanzia di professionalità grazie al lavoro portato avanti principalmente da Federigo Landucci, patron del gruppo scomparso ormai tre anni fa. Per certi versi una società simbolo di quel “valore aggiunto” che le imprese artigiane dell’indotto nautico viareggino hanno saputo costruire nel tempo facendo la differenza in termini di mercato per i grandi cantieri. E c’è da chiedersi oggi cosa resti di quel “valore aggunto” se l’intero comparto produttivo continua a perdere pezzi.
Perché la sentenza che riguarda il fallimento di una delle società del gruppo Landucci è la numero 12 dall’inizio dell’anno tenendo conto delle sole direttamente collegate alle lavorazioni su imbarcazioni e grandi yacht. Praticamente ogni mese scompare una realtà produttiva di piccole o medie dimensioni con il proprio patrimonio di professionalità e saperi.
«Il caso della Landucci - spiega Lamberto Pocai della Fiom Cgil provinciale - rientra nel quadro generale della crisi: le aziende dell'indotto non riescono a stare più dentro il sistema». Nonostante il fatto che, sottolinea con forza Pocai, l’azienda in questione potesse vantare una storia, una professionalità e anche una dimensione sociale (in termini di applicazione delle norme contrattuali, le stesse valide per i cantieri più grandi) di assoluto rilievo. Ma i pagamenti da parte delle aziende committenti sempre più dilazionati, le difficoltà di accesso al credito, le richieste di abbassare sempre di più il valore degli appalti alla fine hanno stritolato il cantiere viareggino: «La Landucci - continua Pocai - si è trovata da sola nel marasma generale». Con la conseguenza che 45 dipendenti si sono trovati senza lavoro. È stato possibile ricorre alla cassa integrazione straordinaria, scaduta lo scorso 30 ottobre. «Grazie alla loro professionalità - continua Pocai - molti hanno già trovato una nuova occupazione. Restano però altri venti dipendenti in mobilità». La speranza è che il patrimonio di competenze della Landucci non si perda del tutto: «non escludo - ipotizza Pocai - che con altri soggetti la società tenti una rinascita». Certo è che la sorte della Landucci è comune a molte altre aziende viareggine e versiliesi tra cui, solo per fare qualche esempio di fallimenti avvenuti nel corso del 2013, la 2G Verniciature navali, il Cantiere Versiliese srl, la società cooperativa Cav (Cooperativa applicatori Viareggio), Edi - Ship e Unifit srl.
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