Gioco
All’avvocato tedesco i soldi del premio assegnato ai superstiti
STAZZEMA. Se è vero che il processo in Germania contro i nazisti responsabili della Strage di S Anna sembra avere poche chance di cominciare, è un dato di fatto che parte della società civile tedesca...
STAZZEMA. Se è vero che il processo in Germania contro i nazisti responsabili della Strage di S Anna sembra avere poche chance di cominciare, è un dato di fatto che parte della società civile tedesca si è mobilitata per la causa. E per Enio Mancini, superstite dell’Eccidio, questo è anche merito della perseveranza dell’avvocatessa Gabriele Hainecke, che non si è arresa di fronte ai no dei giudici di Stoccarda. Perciò ha deciso di donare a lei il riconoscimento in denaro ricevuto per il Premio della pace 2013.
Heinecke lo aveva già spiegato a Il Tirreno, che questa era una battaglia che portava avanti in nome dei suoi valori: «Sono un’antifascista e credo - dichiarava - che senza combattere per la verità non ci sia un futuro. Non voglio vivere in un paese dove ci sono soldati che hanno ucciso delle persone e non si sono resi conto di quello che hanno fatto». Ma Enio Mancini si è sentito in dovere di rendere quel riconoscimento in denaro degli AnStifter - l’associazione di Stoccarda che ha scelto proprio Mancini ed Enrico Pieri per il loro annuale Premio per la pace - a quella professionista tedesca che per prima si è impegnata per trovare giustizia in Germania.
«Quando a ottobre gli AnStifter vennero a Sant’Anna - racconta Enio Mancini - dissi già che ero gratificato, ma la parte economica del premio intendevo devolverla a favore della verità e della giustizia in Germania: per le ricerche storiche fatte in Germania dallo storico Carlo Gentile e soprattutto per l’impegno legale dell’avvocatessa Heinecke, iniziato nel 2005, dopo sentenza di La Spezia. C’erano tante possibilità di impiegare questo premio, però a me questa è sembrata la cosa più significativa. Con questa somma, di 2500 euro, - prosegue Mancini mentre tiene in mano il bonifico bancario - non intendo pagare l’onorario dello storico e dell’avvocatessa, ma è un minimo contributo simbolico, e anche sostanziale, per ringraziare due persone che hanno portato avanti questa causa senza pretese da parte nostra, ma perché credono in quei valori».
Tiziano Baldi Galleni
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