Il Tirreno

Versilia

Nautica in crisi: in 5 anni svanito il mercato italiano

di Luca Cinotti
Nautica in crisi: in 5 anni svanito il mercato italiano

Il grido d’allarme di Ragnetti (Perini) per i grandi yacht costruiti a Viareggio «Fatturati in crisi nonostante gli ordini: per vendere si riduce il prezzo»

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VIAREGGIO. La nautica, anche e soprattutto quella viareggina, è ben lontana dal poter essere dichiarata fuori pericolo: il 2013 è stato un anno di fatturato in calo e l’onda lunga della crisi ha colpito duramente le aziende meno strutturate. E il 2014 non si presenta più roseo.

Una situazione difficile, che rispecchia quella - in generale - dell’economia provinciale: i dati dell’Associazione industriale per i primi nove mesi del 2013 segnalano produzione e fatturato che si aggirano intorno all’invariato: -0,3% per il primo e più 0,4% per il secondo. L’export è in ripresa con il più 3,2%, anche se nel terzo trimestre la crescita è stata nulla. Per la cassa integrazione, ci sono meno richieste di trattamenti ordinari da parte delle imprese industriali e sul fronte del credito diminuiscono gli impieghi.

Il comparto nautico, in quanto a produzione, ha visto un aumento del 10% nei primi nove mesi. Ma i numeri non sono tutto, come spiega Giancarlo Ragnetti, che è amministratore delegato di Perini Navi e capo della sezione nautica di Assindustria Lucca, guidata dall’appena rieletta Cristina Galeotti. E l’esempio dei recenti dati del “Global Order Book” spiega bene cosa intenda Ragnetti: «Per la prima volta dopo molti anni il numero delle commesse dei grandi yacht sopra i 24 metri è in aumento - ragiona Ragnetti -: si tratta di 274 navi in Italia, delle quali 115 commissionate nell’area fra La Spezia e Livorno, passando da Viareggio. Ma nel 2013 c’è stata una crisi di fatturato: è un segno che per poter vendere si riduce il prezzo». Va anche rimarcato che, mentre la tendenza va verso i grandi yacht da oltre 100 metri, in Italia non c’è nemmeno uno di questi giganti del mare in costruzione.

Segni di una crisi che continua e che, dal 2008, a Viareggio ha significato la perdita del 26% del personale. Con l’effetto collaterale, spiega Ragnetti «di correre il rischio di perdere quelle capacità artigianali che ci permettono di realizzare imbarcazioni di qualità».

A mettere in grave difficoltà il mercato è la pressoché totale assenza dei compratori italiani: «Il 90% della produzione è diretta verso l’estero - spiega Ragnetti -, con una buona ripresa della piazza americana. Come Perini Navi, ad esempio, delle quattro imbarcazioni che abbiamo in costruzione tre sono per clienti Usa». Con un panorama del genere non è difficile immaginare come sarà il prossimo anno: «Nel 2014 molte aziende dovranno riorganizzarsi, soprattutto quelle più piccole».

Edilizia. Se la nautica sembra stare alla finestra, ben più complicata è la situazione dell’edilizia. Che in Versilia, come nel resto della provincia di Lucca, continua nella sua discesa. «Fra il 2007 e il 2013 - spiega Stefano Varia in veste di responsabile di settore per Assindustria - abbiamo perso il 23% delle imprese e il 32% della forza lavoro. Siamo poi di fronte alla vergogna dei pagamenti della pubblica amministrazione che arrivano sempre con ritardo: è vero che sono stati liquidati i crediti al 31 dicembre 2012, ma la previsione che dal 1° gennaio scorso i pagamenti dovessero arrivare a 60 giorni è stata completamente disattesa».

Varia si rende conto che il settore non può pensare di ripartire sulla falsariga del periodo pre-crisi, con la costruzione di decine, centinaia di appartamenti poi rimasti a lungo invenduti: «La strada non è quella della realizzazione di nuove case, ma dei lavori di ristrutturazione nei grandi contenitori dismessi e di risparmio energetico sull’esistente, a partire dalle scuole. Noi potremmo andare avanti per venti anni senza alcun consumo di suolo».

Lapideo. Il leit-motiv della ripresa del mercato a stelle e strisce si ritrova anche nell’analisi del settore lapideo eseguita da Nicola Lattanzi. Che spiega come, dopo anni di calo, gli Stati Uniti abbiano ripreso gli ordinativi sulle lastre e sui progetti di qualità. Mentre per quanto riguarda le materie prime, a partire dai blocchi, sempre più prendono la strada del far east asiatico e dei paesi del Golfo, a partire dagli Emirati Arabi Uniti. In sintesi, nei primi tre mesi del 2013 il settore ha avuto una crescita limitata dello 0,3% e ancora è in grado di coinvolgere circa 5mila addetti per un fatturato di un miliardo e mezzo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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