Il Tirreno

Versilia

chiuso il giallo del massaciuccoli

In due morirono nel lago assolto il vigile Del Pistoia

di Gabriele Dini
In due morirono nel lago assolto il vigile Del Pistoia

VIAREGGIO. Quando quel barchino si rovesciò nel lago di Massaciuccoli nel giugno 2005 due persone persero la vita. L’unico a salvarsi in quella notte di disperazione e misteri fu Fulvio Del Pistoia....

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VIAREGGIO. Quando quel barchino si rovesciò nel lago di Massaciuccoli nel giugno 2005 due persone persero la vita. L’unico a salvarsi in quella notte di disperazione e misteri fu Fulvio Del Pistoia. Ma il vigile viareggino, dopo quella sera, si è ritrovato sotto accusa per omicidio colposo e furto. Ora per Del Pistoia, che nel lungo e difficile processo era assistito dall’avvocato Giorgio Paolini, è arrivata un’assoluzione con formula piena da parte del giudice monocratico del tribunale di Pisa Donato D’Auria. La vicenda che portò alla morte di Dino Ciampi e Luigi Pscaglini risale al giugno 2005. Secondo le dichiarazioni di Del Pistoia, il vigile e le due vittime dell’incidente quella notte si trovavano sul lago per andare a pescare. Ma all’improvviso il barchino imbarcò acqua e si rovesciò. Del Pistoia disse che a sollevare quell’onda fu un motoscafo poi sparito nel nulla. Del Pistoia si salvò nuotando fino a riva, Ciampi e Pescaglini persero la vita nelle acque limacciose e buie del Massaciuccoli.

Ma il giallo di quella notte di giugno non finì con le due morti. Nella stesse ore alcuni oggetti furono sottratti da due bilance sul lago a poca distanza dal luogo del tragico evento. Per la ricostruzione della procura Del Pistoia, Ciampi e Pescaglini sarebbero stati coinvolti in quel fatto: per il pm i tre si trovavano sul lago per rubare e non per una battuta di pesca. Per questo motivo l’unico sopravvissuto si ritrovò sul banco degli imputati con gravi accuse. Il processo è andato così avanti con una serie di drammatiche udienze prima in tribunale a Viareggio e poi a Pisa, dove il procedimento fu trasferito su richiesta degli avvocati Giorgio Paolini ed Enrico Marzaduri, per motivi territoriali. Ora arriva una assoluzione. «Siamo soddisfatti - afferma l’avvocato Paolini - del fatto che la verità sia stata stabilità riabilitando anche la memoria di due persone purtroppo scomparse».

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