Gioco
I complici che tenevano in piedi il sistema
Insieme al nostromo dal 2005 in poi avrebbero ricevuto illecitamente centinaia di migliaia di euro
VIAREGGIO. Il più noto, tra tutti e quattro i denunciati, è sicuramente Giuseppe Mazzella, pilota del porto dalla figura inconfondibile. Con lui e con Stefano La Rosa, il nostromo agli arresti domiciliari, sono finiti nell’indagine della Procura di Lucca anche un comandante, Duilio Degli Innocenti, Simone Calegari, in qualità di addetto all’ormeggio su una delle quattro banchine (Pasquinucci, Bori, Natino e Ceina) interessate da questo primo esito pubblico delle indagini, e Marco Marchi, titolare di un’impresa del mondo della nautica e gestore di una delle banchine sulle quali il sistema messo in piedi operava.
Tutte banchine sulle quale si sarebbe dovuto ormeggiare senza sborsare un euro che non fosse per i consumi: o perché destinate alle imbarcazioni ai lavori, o perché non assegnate in concessione. In entrambi i casi, approdi pubblici.
Ricostruire il “giro” messo in piedi, che portava nelle tasche dei protagonisti, centinaia di migliaia di euro, non è stato facile nell’intrecciarsi di vari livelli di responsabilità e di dichiarazioni “scaricabarile”. Per Mazzella e Marchi l’accusa è quella di aver ripetutamente ed abitualmente dato a La Rosa somme di denaro quantificabili in 500 euro al mese (per il primo) e compresa tra 200 e 400 euro (per il secondo) affinché il nostromo «consentisse ovvero agevolasse l’ormeggio» alle banchine sulle quali Mazzella per una e marchi per l’altra avevano una concessione per l’erogazione di luce ed acqua. I fatti contestati risalgono al periodo 2006-2011 per Mazzella e 2005-2012 per Marchi.
A Calegari viene contestato il concorso, insieme a La Rosa, nella corruzione: sarebbe stato l’ormeggiatore - secondo gli inquirenti - a recapitare le richieste del nostromo, diventando di fatto colui che raccoglieva le cifre indebitamente richieste e pagate. Cifre che lo stesso Calegari - questa l’accusa - consegnava al militare della Capitaneria con il quale poi divideva le somme derivanti dal reato che gli viene contestato. In un periodo compreso tra 2005 e 2008.
A carico di Degli Innocenti, invece, l’accusa è quella di aver pagato poche centinaia di euro a La Rosa affinchè l’ufficiale gli consentisse l’ormeggio dell’imbarcazione della quale aveva il comando, con relativa permanenza. (d.f.)
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