Sicurezza
Ancora 88 appartamenti sotto sequestro a Massarosa
Il lavoro continua a mancare ma il settore chiave dell’edilizia resta paralizzato dal 2008 la magistratura ha bloccato tutti gli interventi più importanti
MASSAROSA. Ottantotto appartamenti ancora sotto sequestro, più altri 11 tra negozi e uffici. A quasi cinque anni dall'apertura di diverse indagini e inchieste - alcune concluse - restano abbandonati a se stessi i principali interventi edili effettuati a Massarosa negli ultimi anni. Dalla Baccanella all'ex calzaturificio e all'ex Tropicana: dal 2008 in poi spariscono gli interventi di edilizia privata di una certa portata dal territorio. Resta tuttora una struttura abbandonata a se stessa l'ex Tropicana a Bozzano. Nel 2008 si cominciò a trasformare l'ex balera in appartamenti, ma poi un'inchiesta (con condanne recenti agli imprenditori edili ma il proscioglimento di assessori e tecnici del Comune) bloccò tutto. E quei 14 appartamenti e due negozi, fino ad ora, sono rimasti solo sulla carta. L'intervento è invece terminato e gli appartamenti sarebbero perfettamente abitabili all'ex calzaturificio di via papa Giovanni XXIII. Anche in questo caso sigilli a partire dal marzo 2010 e, seppur terminati, restano bloccati i 54 appartamenti e i 9 uffici costruiti. Il cantiere più discusso fu certamente quello della Baccanella. Sbancamento di una collina, polemiche di ambientalisti e forze politiche di opposizione, indagine e sigilli: era il 2008. Da allora tutto è fermo. La collina è ormai orrendamente sfregiata, ma Quiesa non ha ancora visto le 20 villette previste (in questo caso l'inchiesta ha portato alla condanna del direttore dei lavori e del proprietario del terreno, ma l'assoluzione per gli amministratori e i tecnici del Comune): restano solo le mura di contenimento e qualche struttura non terminata. Da allora grandi interventi edili non ce ne sono più stati. Colpa della crisi, diranno alcuni. Colpa di una magistratura che c'è andata con la mano troppo pesante, diranno altri, e che ha fatto scappare gli imprenditori.
Anche gli altri interventi previsti, per esempio al Fornacione (villette e centro estetico), sono rimasti lontane chimere. Anche perché legate all'altro intervento rimasto un sogno nel cassetto: il golf a Piano del Quercione. Anzi, in questo caso oltre al mancato sviluppo della zona, il Comune si è visto chiedere indietro 1,2 milioni di euro già versati come oneri di urbanizzazione.
A questo stop dell'edilizia (in particolare privata, perché nel pubblico c'è sicuramente da ricordare il nuovo asilo nido e centro civico di Quiesa e la scuola in costruzione a Piano di Mommio) l'amministrazione in carica ha cercato di porre rimedio. Sostanzialmente abbassando gli standard minimi per le nuove costruzioni da 100 a 80 metri quadri, e per le ristrutturazioni da 80 a 70 metri quadri, oltre a dare la possibilità di abitabilità dei sottotetti. Ma a parte qualche sporadico intervento qua e là sul territorio, quasi tutti sul patrimonio edilizio esistente, la ripresa del settore edile sperata a Massarosa non c'è stata.
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