Il dolore
Ambulanza sotto sequestro la Croce Bianca la ricompra
Il mezzo trasportò all’ospedale di Massa la piccola Ester, deceduta a 9 mesi, e per questo è in attesa di verifiche da parte della procura da quasi due mesi
QUERCETA. La Pubblica Assistenza Croce Bianca di Querceta ha inaugurato una nuova ambulanza per le emergenze: è avvenuto ieri mattina nel corso dell'annuale celebrazione “La Croce Bianca ringrazia...” in cui l’associazione porge i formali ringraziamenti a chi ha, con la propria attività o in modo diretto, contribuito all'efficienza dei servizi che essa eroga quotidianamente.
Quello del nuovo mezzo, attrezzato con i più moderni ed efficienti macchinari di pronto soccorso, è stato però un acquisto non previsto dal consiglio della Pubblica Assistenza e a cui l’associazione è stata, di fatto, obbligata a far fronte per mancanza effettiva di un numero adeguato di mezzi adatti al soccorso d’urgenza. Dallo scorso 23 ottobre infatti, giorno della tragica morte della piccola Ester Teli, nove mesi, la questura di Massa ha posto sotto sigilli anche l’ambulanza della Croce Bianca di Querceta che giunse tempestivamente in aiuto ai soccorritori della Croce Verde di Lido di Camaiore il cui mezzo era andato in panne all’altezza della stazione di Querceta, lungo la via Aurelia che li avrebbe condotti all’Opa di Massa.
«Noi portammo a termine il servizio secondo i tempi minimi di intervento - racconta il presidente della Croce Bianca Roberto Roni - e con un mezzo conforme all'operazione, tanto che si trattava della nostra ambulanza più nuova ed efficiente. Nonostante questo, la procura ha ordinato il sequestro del mezzo per un controllo da parte delle autorità. Da allora questa ambulanza, che ha appena 60mila chilometri, si trova ferma nei nostri garage in attesa di questo intervento».
«Noi però ogni mese impegniamo le ambulanze per almeno 180-200 volte - continua Roni - per cui ci siamo visti costretti a correre ai ripari».
Le ambulanze per le emergenze infatti devono rispettare la convenzione che le associazioni di pronto soccorso si sono date, ovvero avere meno di cinque anni e meno di 100mila chilometri.
«Inizialmente - spiega Roni - abbiamo chiesto aiuto alla Croce Verde di Viareggio che ci ha concesso per un po’ uno dei loro mezzi; intanto, attraverso lo studio legale Arinci di Firenze, abbiamo presentato esposto alla procura per il dissequestro dell’ambulanza di cui avevamo estrema necessità. Ancora ad oggi però - dichiara amareggiato il presidente della Pubblica Assistenza- non ci è giunta alcuna risposta dalle autorità, nè nessuno è venuto a fare quel fatidico controllo».
«Non ci è rimasto altro da fare che procedere all'acquisto di un nuovo automezzo - prosegue il presidente dell’associazione - abbiamo ricorso a vari finanziamenti, tra cui quello della famiglia di Rodolfo Giannotti, alla cui memoria abbiamo con estremo piacere intitolato questo nuovo mezzo, quello di Enrico Paladini, della Pro Loco di Querceta, del Centro Fisioterapico Apuano e dell'Associazione "Viva i bambini" di Sergio Marrai. Alla fine dunque, spendendo ben 83mila euro, siamo riusciti a concludere un acquisto importante prima di risolvere una pratica di sequestro in merito ad una vicenda nella quale non abbiamo alcuna responsabilità effettiva».
«Non voglio criticare il lavoro della procura - conclude Roni - ma non posso che chiedermi: perché privarci così a lungo dei nostri strumenti?».
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