Il Tirreno

Versilia

Sparatoria con i ladri «Così li ho fatti fuggire»

di Gabriele Dini
Sparatoria con i ladri «Così li ho fatti fuggire»

Sorprende i banditi in casa e fa partire un colpo di fucile per cacciarli i malviventi rispondono con la pistola. Poi fuggono nei boschi

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CAMAIORE. Era uscito di casa per andare a trovare dei parenti. Alle 18, mentre tornava verso la sua villa sulle colline di Marignana ha sentito suonare l’allarme della casa. «Ho subito capito che c’erano i ladri, così ho chiesto aiuto e ho preso il fucile per paura di trovarmi davanti i banditi al buio». L’uomo ha anche sparato un colpo in aria e i malviventi hanno risposto al fuoco, dimostrando di essere armati e pronti a difendersi

La paura per Ugo Da Prato, ex imprenditore edile ora in pensione, e per il figlio Gianluca è stata grandissima. Per fortuna nessuno si è fatto male, ma i cittadini di Marignana si sentono sotto assedio: nella serata di venerdì i colpi messi a segno sono stati ben quattro. Ma anche nei giorni scorsi qualche casa ha ricevuto la visita dei ladri.

Ugo Da Prato ci accoglie nel giardino della sua casa con estrema gentilezza. «I carabinieri stanno visionando i filmati ripresi dalle telecamere - spiega - le persone nelle immagini sono quattro, a volto scoperto. Camminavano quatti e con la testa abbassata. Sapevano che c’erano le telecamere e infatti hanno cercato di sabotarle. Nelle riprese si vede anche quando si sono infilati i guanti per non lasciare impronte. Speriamo che i filmati possano aiutare le forze dell’ordine, anche se i volti non si vedono chiaramente».

Della banda probabilmente faceva parte almeno un altro complice che faceva da palo e, nascosto tra la boscaglia che circonda la casa ha avvertito i compagni dell’arrivo dell’auto dei padroni di casa lungo la stretta salita che conduce in cima alla collina.

E’ così che Da Prato ricostruisce la serata da incubo.

«Sono rientrato di corsa dopo aver sentito suonare l’allarme e per strada ho avvertito mio figlio che si è unito a me - racconta l’imprenditore dimostrando un grande coraggio - abbiamo anche preso il mio fucile e un bastone. Poi abbiamo visto le porte forzate e sentito dei rumori. I ladri erano di sicuro ancora nel giardino quando siamo entrati dal cancello».

La paura in momenti come quello può far vacillare le gambe. Il padrone di casa non sapeva ancora quanti malviventi fossero in azione, se fossero armati e se fossero in agguato nel buio pronti ad un’aggressione. L’uomo, un esperto cacciatore (le sue armi sono tutte regolarmente registrate), ha così sparato un colpo di fucile in aria, come avvertimento.

A quanto pare i banditi non si sono fatti intimidire più di tanto e hanno risposto sparando a loro volta senza mirare al bersaglio.

Il cuore in una situazione come questa comincia abattere all’impazzata: a pochi passi da casa ci sono dei malviventi armati e apparentemente senza paura.

E così i padroni di casa hanno fatto partire un altro colpo di avvertimento. E pronta è arrivata un’altra risposta della pistola impugnata dai ladri in fuga.

Nel frattempo sul posto sono arrivati i carabinieri, la polizia municipale e alcune volanti della polizia per iniziare le ricerche dei banditi (le segnalzioni di furti partite da Marignana sono quattro). Ma trovare quei malviventi nel fitto della boscaglia è stato impossibile. Per entrare in casa i malviventi hanno rotto una persiana e divelto una finestra. Poi hanno iniziato a mettere a soqquadro la casa, arraffando tutte le cose preziose. «Nell’abitazione c’erano anche i soldi per pagare l’Imu - racconta la moglie di Da Prato - credo che abbiano portato via almeno 3000 euro». Vedendo queste colline e i boschi viene da chiedere se la famiglia Da Prato non abbia paura a vivere in una zona così isolata. «Non abbiamo paura - racconta ancora Da Prato - stiamo qui da oltre venti anni. Abbiamo anche subito un altro furto: in quel caso vedemmo i ladri che fuggivano dal tetto. Forse stavolta i malviventi ci hanno tenuto d’occhio e poi sono entrati in azione quando siamo usciti. Ma non ci facciamo spaventare. E poi non avrei paura a imbracciare di nuovo il fucile».

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