Sicurezza
«Nessun errore nel caso Sabatini»
LIDO. La lettera indirizzata alla Regione dalla vedova dell’avvocato Mario Sabatini, deceduto dopo una serie di ricoveri tra gli ospedali Versilia e di Livorno, continua a suscitare reazioni. La...
LIDO. La lettera indirizzata alla Regione dalla vedova dell’avvocato Mario Sabatini, deceduto dopo una serie di ricoveri tra gli ospedali Versilia e di Livorno, continua a suscitare reazioni. La donna aveva chiesto spiegazioni sul ricovero tropo breve del marito e sul trasferimento tra ospedali dopo un delicato intervento. Ora risponde il primario di Cardiologia del Versilia Giancarlo Casolo. «Nella cronaca del 10 dicembre del Tirreno sono apparse alcune dichiarazioni della famiglia dell'avvocato Mario Sabatini relative all'operato del Reparto Utic da me diretto preso l'Ospedale Versilia. Nelle dichiarazioni si afferma come la degenza nel nostro reparto sarebbe stata troppo breve ipotizzando che ciò avrebbe promosso la catena di eventi che ha portato al decesso il loro congiunto. Mi permetto anzitutto di esprimere alla famiglia Sabatini il mio più sincero cordoglio per la perdita del loro caro rappresentando anche il sentimento di tutto il reparto di Cardiologia. Vorrei precisare che la degenza, ha portato ad una dimissione nei tempi previsti dalle buone condizioni cliniche e dalla rapida risoluzione del quadro critico d'ingresso. E' stato altresì pianificato un iter post-dimissione che prevedeva una prudente e graduale ripresa delle normali attività ed una serie di controlli da svolgere a distanza di tempo. Ci siamo quindi preoccupati anche dell'iter post-dimissione. Il ricovero è stato causato da una condizione potenzialmente letale, risolta esclusivamente grazie alle cure, impegno ed elevate professionalità del personale del nostro reparto. Purtroppo nei giorni successivi la dimissione si è verificato un nuovo e differente quadro clinico. La patologia che ha determinato questo ricovero non è quindi attribuibile in alcun modo ad un errore di gestione o di terapia e non è collegato all'evento che ha causato il primo ricovero. Si tratta pertanto di un evento inatteso e purtroppo non prevedibile, ancorché non rarissimo e ben noto, in pazienti che assumono certe terapie. Vorrei infine tranquillizzare la famiglia affermando come in nessun caso le necessità organizzative prevalgono su quelle del malato. I tempi di ricovero non sono mai abbreviati pur di liberare i letti . I bisogni assistenziali vengono prima di ogni nostra preoccupazione»
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