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I familiari accusano: Massa architettò la truffa
VIAREGGIO. Cinque ore sotto il fuoco di fila delle domande della procura e degli avvocati delle parti civili. E’stata una lunga giornata quella vissuta ieri dall’avvocato Giunio Massa in tribunale a...
VIAREGGIO. Cinque ore sotto il fuoco di fila delle domande della procura e degli avvocati delle parti civili. E’stata una lunga giornata quella vissuta ieri dall’avvocato Giunio Massa in tribunale a Lucca. Massa è tra gli imputati per le vicende legate alla scomparsa di Maddalena Semeraro e Claudia Velia Carmazzi, le due donne sparite nel nulla nell’agosto 2010 .
L’avvocato - che deve rispondere delle accuse di truffa e circonvenzione di incapace - ha scelto di separare la sua vicenda processuale da quella principale chiedendo il rito abbreviato. Per il pm Sara Polino l’avvocato Massa, in collaborazione con Massimo Remorini, sarebbe entrato in possesso della casa delle due donne ingannandole con l’offerta di un terreno di poco valore in permuta. Nella stessa vicenda Massa, per l’accusa, avrebbe anche acquistato a prezzo bassissimo l’abitazione di un’altra donna, Raffaella Villa.
In aula l’imputato, assistito dagli avvocati Enrico Marzaduri, Riccardo Carloni e Debora Di Nero, ha risposto punto per punto respingendo tutte le accuse e raccontando come ha conosciuto Remorini e le presunte vittime della truffa. Tutti e tre sarebbero stati suoi clienti e Remorini avrebbe chiesto aiuto all’avvocato per trovare un acquirente per la casa di Velia Carmazzi. Per Massa le trattative per le case e il terreno sarebbero state condotte dai suoi parenti (moglie, fratello e figlio). Nelle memorie difensive di Massa si parla anche di un prezzo congruo per la casa della Villa. Di parere opposto gli avvocati delle parti civili Fabrizio Miracolo, Alberto Consani e Giorgio Nicoletti (che rappresentano la famiglia Villa e il figlio della Carmazzi David Paolini). Per Consani Massa sarebbe stato il “deus ex machina” delle trattative che hanno condotto alla presunta truffa.
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