Il Tirreno

Versilia

Moretti cavaliere del lavoro: l’onorificenza non si tocca

di Donatella Francesconi
Moretti cavaliere del lavoro: l’onorificenza non si tocca

La risposta a Manuela Granaiola, senatrice del Pd, che aveva scritto a Napolitano Per la revoca serve una condanna passata in giudicato, al terzo grado di giudizio

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VIAREGGIO. L’onorificenza concessa dal presidente della Repubblica all’amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti, non può essere revocata. È la risposta che arriva al segretariato generale della Presidenze del consiglio dei ministri, ufficio del cerimoniale di Stato e per le onorificenze, cui il Quirinale ha girato l’esposto presentato da Manuela Granaiola, senatrice del Pd. Granaiola, che aveva contestato il cavalierato del lavoro al momento dell’attribuzione del riconoscimento (e con lei i familiari delle vittime, l’Assemblea 29 giugno, gran parte della città di Viareggio) era tornata a porre la questione al momento del rinvio a giudizio di Moretti, così come degli altri vertici di Fs, il 19 luglio scorso.

«Le eventuali procedure di revoca - si legge nella risposta arrivata alla senatrice - possono essere attivate soltanto in presenza di condanne passate in giudicato, per le quali siano stati aditi tutti i gradi di giudizio». Nel caso dell’ad Mauro Moretti - così scrive la dottoressa Ilva Sapora - «si rappresenta che le indagini in ordine al procedimento penale per i reati di disastro ferroviario colposo, incendio colposo e omicidio e lesioni colpose plurime sono tuttora in corso».

Nel documento pervenuto a Manuela Granaiola sono citate tutte le norme che hanno portato a formulare la risposta: «Mi stupisce e mi preoccupa - è il commento della parlamentare viareggina che sulla vicenda della strage non ha mollato un colpo in quattro anni - il fatto che in relazione alla mia istanza datata appunto 19 luglio, data del rinvio a giudizio di tutti gli imputati, Moretti compreso, mi risponda parlando di “indagini ancora in corso”... Indagini che la Procura di Lucca, al lavoro per tre anni affinché si faccia chiarezza sulla tragedia di Viareggio, ha chiuso il 28 giugno del 2012. Se così non fosse, come è noto, non si sarebbe potuta tenere l’udienza preliminare e non si sarebbe oggi, con il processo appena aperto».

Ma, aggiunge la senatrice, vorrei anche capire «come mai si usino “pesi” diversi nell’attribuzione delle onorificenze...Mi sono adoperata per segnalare un’imprenditrice meritevole ed il procedimento burocratico si è fermato per una sola mancanza relativa ad un versamento Inps poi sanato...Ma per Ferrovie, evidentemente, è diverso...».

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