Sicurezza
La storia senza fine del muro della discordia che cade a pezzi
Continua a fare discutere la cinta dell’ex Tenuta Borbone: protetta dalla Soprintendenza, pericolosa per i passanti
VIAREGGIO. Il “muro della discordia” colpisce ancora. Una storia che inizia in tempi ormai lontani alla quale tutt'oggi non si è ancora riusciti a dare, e soprattutto ricevere, una risposta definitiva che chiuda le numerose polemiche. È questa la tematica trattata nell'incontro dal titolo “Il Muro della Principessa” tenutosi alla biblioteca comunale di Torre del Lago a cura della storica dell'arte Chiara Bozzoli. Il progetto si inserisce in un più ampio ciclo di appuntamenti dal titolo “Una Torre di libri, un lago di iniziative” che la biblioteca, nata nel 2008, ha subito intrapreso spaziando nei contenuti e nella forma: corsi informatici, incontri musicali e didattici adatti alle persone di ogni età e importanti spunti di dibatto e riflessione su temi per così dire caldi riguardanti il nostro territorio.
Proprio in quest'ultima tipologia si inserisce questo dibattito, che è servito a raccontare e chiarire la vicenda che ha come protagonista il muro che delimita per un lungo tratto la via dei Lecci nel quartiere ex Campo d'Aviazione a Viareggio. Del muro in realtà rimangono dei resti, mal conservati, tenuti insieme da reti metalliche per far si che dei pezzi non cadano direttamente sulla strada, con il rischio di provocare incidenti o pericoli per persone e vetture.
Il muro in questione, in origine aveva la funzione di delimitare l'area nella quale è inserita la Villa Borbone, antica residenza di caccia fatta costruire da Maria Teresa di Borbone e segnava il confine di tutto il complesso monumentale. Nel 1976 venne imposto dallo Stato un vincolo paesaggistico riguardo al muro in oggetto, in quanto era previsto un progetto di una strada a quattro corsie che svolgesse la funzione di strada di scorrimento veloce e via di collegamento tra Viareggio e Torre del Lago. L'opera venne realizzata solo in parte, e in base al vincolo, il muro non poté essere toccato.
Nel 1985, con la vendita della Villa e del terreno a Benvenuto Barsanti, da parte di una erede della famiglia Borbone, la Soprintendenza decise di ampliare il vincolo, che da paesaggistico passò a storico- artistico. Nel 2007, dopo che una ragazza morì in seguito a uno schianto contro il muro, dopo una serie di incontri sembrava trovata una soluzione per completare il progetto della grande strada di scorrimento; tra il Comune e l'Ente Parco Migliarino Massaciuccoli venne siglato un accordo per poter finalmente abbattere l'ostacolo, ma la Soprintendenza fece osservare a entrambi che se non veniva cambiato e modificato il vincolo imposto in passato, il muro non poteva assolutamente essere toccato.
Da lì cominciarono a cadere ulteriori pezzi dal muro e il problema si ingrandì ancora di più, in quanto si verificarono altri incidenti più o meno gravi. Ne nacquero altre diatribe sempre legate all'incertezza sui vincoli e sulle tutele, arrivando fino all'amministrazione Lunardini, dove è stata avanzata e accetta una proposta di una strada alternativa che passi aldilà del muro, comprendendo una pista ciclabile e un marciapiede per i pedoni. Ad oggi, però, la vicenda non ha avuto seguito e tutto è fermo. Il muro cade a pezzi, e dalle ultime ipotesi emerge la preferenza a tagliare numerosi alberi e modificare l'assetto del territorio, piuttosto che abbattere i resti di un oggetto che ha creato solo problemi e disagi. Sarà questa la soluzione definitiva?
Alessandro Pasquinucci
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