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Versilia

In aula l’incidente di via Lepanto

In aula l’incidente di via Lepanto

A giudizio per lesioni l’anziano che investì una mamma ed i suoi due bambini

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VIAREGGIO. Quel passeggino a terra, sul marciapiede di via Lepanto, nessuno se l’è dimenticato. Era il 2 novembre 2010, quando Cristina Cecchini stava camminando con i figli Nives, di soli 8 mesi, e Loris che di anni ne aveva due e mezzo. Una piccola utilitaria, nello svoltare dall’Aurelia, aveva perso il controllo finendo sul marciapiede. Alla guida c’era Osvaldo Angelici che all’epoca aveva 78 anni e che è stato poi arrestato condannato per omissione di soccorso: dopo l’impatto con la donna ed i suoi bambini, l’anziano si era infatti allontanato senza fermarsi.

Oggi della vicenda torna ad occuparsi la giustizia: davanti al giudice di pace, infatti, Cristina Cecchini testimonierà quanto accaduto quel giorno, nel procedimento aperto a carico dello stesso Angelici per le lesioni personali causate alle vittime del terribile incidente. Mamma e piccoli sono assistiti dall’avvocato Tiziano Nicoletti. Hanno passato un lunghissimo periodo prima in ospedale, poi sottoposti a tutte le cure di cui hanno avuto bisogno. La signora Cecchini rimase a lungo tra la vita e la morte ed ha passato ben nove mesi tra ospedali ed interventi chirurgici. Nives rimase in come per alcuni giorni, dopo essere stata trasportata al Meyer di Firenze in elicottero e Loris fu costretto ad una lunga immobilità per le fratture riportate a gambe e bacino. «La vita della famiglia fu stravolta», sottolinea l’avvocato Nicoletti: «Il marito e padre si è ritrovato da solo a doversi occupare della moglie gravissima e dei bambini feriti, ma anche dell’altro figlio che al momento dell’incidente si trovava all’asilo. Ed è stato davvero un periodo durissimo».

Le vittime sono guarite e madre e figlio sono stati riscarciti: «Mi sono costituito parte civile - spiega il legale - per il danno subito da Nives, per quello che ha dovuto vivere il terzo bambino, che si è visto la famiglia disgregata per alcuni mesi, con la mamma in ospedale prima, e poi a casa incapace di giocare e stare con lui. E per quanto subito dal padre e marito, Carlo da Prato, alle prese con la tragedia che ha sconvolto la famiglia provocando anche un danno economico».

All'udienza di oggi, che arriva dopo un paio di udienze di rinvio, sarà ascoltata la testimonianza della donna. In quelle successive testimonieranno dell’accaduto coloro che si trovavano sul posto al momento dell’impatto e gli agenti intervenuti. (d.f.)

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