Sicurezza
Ex Tropicana, condannati i costruttori
Abuso edilizio per Fonio e Montemagni. Assolti l’ex assessore Bigongiari e i funzionari comunali coinvolti nell’inchiesta
MASSAROSA. Due noti imprenditori del mattone, Emilio Fonio e Stefano Montemagni, sono stati condannati dal giudice del tribunale di Lucca per abuso edilizio nella vicenda del recupero dell’ex discoteca Tropicana di Bozzano.
Fonio e Montemagni erano finiti sotto processo in quanto ex titolari della Inghirame, società di costruzioni (poi dichiarata fallita) che avrebbe dovuto realizzare al posto dell’ex balera 14 appartamenti e a due negozi. Per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro. Il cantiere, però, è fermo dal sequestro del 2009, avvenuto in seguito all’apertura dell’inchiesta della Procura. Assieme ai due imprenditori è stato condannato, sempre per abuso edilizio, il direttore dei lavori Paolo Lucchesi, anche lui della Inghirame.
Assolti, invece, gli altri tre imputati, accusati di abuso edilizio e abuso d’ufficio: si tratta dell’ex assessore al commercio (e progettista dell’intervento) Carlo Bigongiari, dell’ex dirigente dell’ufficio edilizia del Comune di Massarosa Simone Pedonese e del tecnico comunale Luca Rubinelli.
Secondo l’accusa, il piano di intervento sull’ex Tropicana era viziato da gravi irregolarità. In pratica - sosteneva la Procura - la trasformazione dell’ex discoteca in appartamenti e negozi era un intervento ben più complesso di quanto prospettato nelle autorizzazioni richieste e ottenute dal Comune. L’intervento, insomma, avrebbe dovuto essere autorizzato con un vero e proprio piano di recupero, e non con un permesso a costruire, perché la demolizione dell’edificio - con la costruzione di due palazzi - aveva causato un aumento della volumetria. In violazione - secondo gli inquirenti - delle norme urbanistiche ed edilizie del Comune di Massarosa.
Nel processo, però, è emerso che sia il progetto originale che le autorizzazioni rilasciate dal Comune avevano rispettato, e non violato, le norme. Di qui la sentenza di assoluzione per i tre imputati Bigongiari, Pedonese e Rubinelli, che hanno visto cadere sia l’accusa di abuso d’ufficio che quella di abuso edizilio. Mentre non altrettanto corretta è stata ritenuta la procedura di costruzione da parte della Inghirame. Procedura che è costata, appunto, la condanna per i due soci e il direttore dei lavori.
La pena fissata dal giudice per tutti e tre i condannati è di sette mesi di arresto con 18mila euro di ammenda e demolizione dell’immobile: la pena è stata sospesa. Previsto anche un risarcimento danni per il Comune di Massarosa (che si è costituito parte civile), di 30mila euro, 10mila a testa per imputato. Cifra provvisoria in attesa della sentenza definitiva.
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