Finanza
Dà fuoco ad una baracca e rischia di morire nel rogo
Una volante della polizia prima lo salva dalle fiamme e poi lo arresta All’origine dell’attentato incendiario vi sarebbe una storia di gelosia
VIAREGGIO. Ha appiccato il fuoco ad una baracca utilizzata come ricovero notturno da alcuni extracomunitari. Ma è stato notato da alcuni abitanti della zona che hanno immediatamente dato l’allarme al 113. Così, grazie all’immediato intervento di una volante della polizia, l’autore dell’incendio - un marocchino con numerosi precedenti penali che ha rischiato lui stesso di rimanere intrappolato dalle fiamme e morire a sua volta ustionato - è stato bloccato e arrestato con l’accusa di incendio doloso.
L’episodio è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri nel terreno che si trova al numero 120 di via della Fontanella, la strada che costeggia la linea ferroviaria, non lontano dal nuovo cavalcavia. L’uomo arrestato - già noto alla polizia per spaccio, rapina ed altri reati contro il patrimonio - era arrivato poco prima in evidente stato di alterazione. E, stando ad una prima ricostruzione, in preda ad una crisi di gelosia aveva cercato di appiccare il fuoco ad un’auto in sosta di un connazionale. Non riuscendo nel suo intento, è entrato all’interno del campo ed ha dato fuoco - questa volta riuscendoci - ad una baracca utilizzata come alloggio da un gruppo di nordafricani. Le sue mosse, però, non sono passate inosservate. Ed alcuni abitanti della zona, vedendolo, hanno immediatamente dato l’allarme al 113. L’intervento della volante del commissariato è stato quantomai tempestivo. E provvidenziale. L’attentatore, infatti, era rimasto lui stesso intrappolato nel rogo con il rischio di morire ustionato. I poliziotti, dimostrando coraggio e prontezza di spirito, si sono gettati fra le fiamme e - rischiando a loro volta la vita - hanno salvato il marocchino portandolo al sicuro. A quel punto il nordafricano è stato portato in commissariato dove per lui è scattato l’arresto con l’accusa di incendio doloso. Sulle effettive motivazioni per le quali il marocchino ha dato fuoco alla baracca sono invece in corso ulteriori indagini.
Il rogo ha riportato d’attualità anche il problema della baraccopoli abusiva ricavata all’interno del campo di proprietà di una cittadina di Torre del Lago già balzata agli onori della cronaca alcuni anni fa proprio perché alloggiava in condizioni a dir poco precarie - dietro lauto compenso - immigrati del nordafrica. Del caso si occuperanno adesso sia il commissariato che la polizia municipale.
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