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lutto

Addio Carlo, cantore di Viareggio

Addio Carlo, cantore di Viareggio

È morto Ranieri: ha scritto nove libri dedicati alla sua città

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VIAREGGIO. Carlo Ranieri non c'è più. Se n'è andato in silenzio ieri, quasi a non dar noia a nessuno, a pochi giorni dal Natale. Lo ha trovato di mattina uno dei figli che era andato a trovarlo, preoccupato del suo silenzio, nella casa di via Leopardi accasciato ed ormai privo di vita.

La città adesso piange uno dei suoi figli migliori. Carlo Ranieri era nato nel 1926 a Viareggio, nella Darsena Vecchia che tanto amava. Fin da ragazzo ha scritto racconti e poesie e si era fatto notare per il suo lessico che prendeva il cuore e la bella calligrafia all'antica.

Dopo gli studi ginnasiali intraprese l'attività di rappresentante di commercio fino al 1980. Un lavoro intervallato dall'attività sportiva, sua grande passione. Amico e collaboratore di Quinto Del Carlo, altro grande personaggio della città, ricoprì la carica di presidente della società Libertas di Viareggio, curando la sezione Basket femminile. Fu collaboratore di gruppi giovanili della Democrazia Cristiana e si mise in evidenza per una serie di iniziative ed interventi in favore dei giovani e della città.

Nel 1973 gli venne conferita l'onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica e nel 1985 quella di Ufficiale. Ben nove sono i suoi i volumi sulla città che ha firmato: Laborcord. Quinto Del Carlo ed il cortile dei Pretini. Tante fotografie sul filo del "mi riordo" (1997); Piazza Bottini e il sor Carlo del monte. Una storia vera (1999); Darsena mia!...una storia vera (2000); Una rotonda sul mare (2002); Quinto Del Carlo e la sua Viareggio. Fotografie che ricordano l'attività sportiva e ricreativa (2003); Viareggio...Tu! (2004); Viareggio... sempre giovane e bella! (2007); O Viareggio... bella fata! (2009), collocandosi con gran merito accanto a quegli scrittori che hanno cantato Viareggio.

I funerali si svolgeranno questo pomeriggio alle 15.30 nella chiesa di San Paolino.

In uno dei suoi scritti rimasti si legge: «Non basta amare… Bisogna anche dimostrarlo. Vale più un grazie detto col cuore che un dono naturale dato a malavoglia così tanto per far sembrare che ci ricordiamo di quella persona. Senza pensare come trascorre in fretta questa nostra vita».

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