Italia
Una via Michelangiolesca tra Forte e Seravezza
È il progetto al quale stanno lavorando i sindaci Umberto Buratti e Ettore Neri per rilanciare in chiave turistica il legame tra l’artista e i marmi della Versilia
FORTE DEI MARMI. Dopo la riscoperta della via Francigena, potrebbe nascere presto in Versilia la Via Michelangiolesca che permetta ai turisti di ripercorrere, magari a piedi o in bicicletta, le tappe dall’Altissimo, fino alla Ceragiola, e poi giù fino all’imbarco dei marmi sulla spiaggia del Forte, quelli che furono le tappe degli itinerari interessati dall’attività di Michelangelo Buonarroti, durante il suo soggiorno in Versilia.
Più che un progetto è ancora un pourparler, ma l’idea sembra sia venuta al sindaco del Forte, Umberto Buratti, e i bene informati dicono l’abbia anche già sottoposta con successo al collega di Seravezza, Ettore Neri, entrambi catalizzati da questa impresa che permetterebbe di legare ancor più al nome del Genio di Caprese alle terre versiliesi. La notizia desta ancor più interesse, perché proprio in questi giorni la Regione punta al riconoscimento dell’Unesco per i quattrocento chilometri di via Francigena che traversano in diagonale la Toscana, da Pontremoli, transitando per la nostra Pietrasanta, e poi via giù fino a Radicofani. Un riconoscimento che dovrebbe concludersi con il completamento della messa in sicurezza e della percorribilità e ovviamente anche di una cartellonistica intensa e puntuale com’è quella che accompagna a Santiago i pellegrini del celebre Cammino. Questi percorsi storici piacciono ed anche un seguito crescente e quindi anche la Via Michelangiolesca di Versilia potrebbe diventare un’attrazione culturale e turistica al tempo stesso.
L’operazione sarebbe fattibile in tempi brevi ed anche i costi per la segnalazione e la realizzazione di un idoneo supporto mediatico e pubblicistico dovrebbero essere contenuti. Il successo della mostra dedicata alle lettere e ai disegni originali di Michelangelo che è stata ospitata l’estate scorsa al Fortino di piazza Garibaldi, del resto, come le iniziative per festeggiare i 500 anni del Lodo di Leone X, hanno evidenziato, se mai ce ne fosse stato bisogno, come l’interesse e l’affetto per questo grande artista sia vivo.
Come si sa Michelangelo arriva in Versilia nel 1518 sulla scia della volontà papale di utilizzare, i marmi estratti dalle cave di Seravezza e della Cappella per la realizzazione della facciata della chiesa di S. Lorenzo a Firenze. Il Buonarroti, viene così incaricato della realizzazione del progetto e del lavoro di estrazione dei marmi dai monti della Versilia, interrompendo l'antica dipendenza da Carrara. Il 15 marzo è a Pietrasanta, dove dal notaio Giovanni di Paolo Badessi, stipula un contratto con otto scalpellini di Settignano e con Bastiano di Angelo di Benedetto, detto Angelotto, di Azzano, cavatore, per la fornitura di «...tutte ed ogni qualità di marmi che vanno nelle facciate della detta chiesa de Santo Lorenzo de Florentia...». Di lì fino al 1518 Michelangelo è frequentemente in Versilia dove apre il tratto di strada che da Seravezza conduce al caricatoio dei marmi ai piedi delle cave di Trambiserra e della Cappella, sistema ed allunga il tracciato lungo il fiume da Seravezza a Corvaia, e da qui a Querceta, quindi conduce un nuovo tratto fino alla Marina, dove i marmi vengono poi imbarcati sui navicelli. Potenzia anche l'escavazione nelle cave già attive di Ceragiola, e avvia in concreto quelle di Trambiserra e della Cappella. Tutte tappe di una Via Michelangiolesca che già fa sognare.
Paolo Lombardi
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