Attenzione
Scoperte 2 strade abusive nel cuore della collina
Quattro persone denunciate dalla polizia municipale a Capezzano Monte Entrambi i tratti viari sono stati posti sotto sequestro giudiziario
PIETRASANTA. Alberi abbattuti, una porzione di collina dolorosamente “sbancata”, quantitativi da definire di terra rimossa e accumulata in altra sede. Tutto questo per realizzare una strada abusiva nel cuore verde di Capezzano Monte. Nel mirino della Polizia municipale, sono così finiti nei giorni scorsi per due episodi distinti fra loro, quattro persone che, dopo il deferimento penale alla Procura rischiano, adesso, oltre alla condanna, se accertata la colpevolezza, anche il ripristino dell'area “rimodellata”, si fa per dire, dopo poco meno di tre mesi di via vai di camion e scavi, nell'indifferenza dei vicini. «Anzi, a dire il vero, qualcuno, fra questi stessi vicini, ha avanzato delle rimostranze per la nostra azione tesa ad individuare i responsabili. Certe persone non si rendono conto dei pericoli conseguenti a questo genere di opere non autorizzate: per intendersi il rischio-frane» spiegano dal Comando.
Lo scenario ambientale più grave vede come protagonista in chiaroscuro un 55enne pietrasantino che in località Aiolo, eremo del capezzanese, per collegare due manufatti di sua proprietà, ancora non ad uso abitativo, ha pensato di realizzare una strada sterrata, lunga poco meno di 300 metri e larga, in alcuni tratti anche oltre quattro metri, chiamata ad inerpicarsi su terreni sempre di sua proprietà. E nel realizzarla, avvalendosi del supporto di mezzi pesanti, ha demolito alcune piane collinari, abbattuto piante di varia tipologia, soprattutto olivi, alterando di fatto il pendio collinare e senza «mettere in pratica alcuna opera di consolidamento. Tutti questi lavori, bloccati mentre erano ancora in corso, necessitano prima di essere avviati di un'apposita autorizzazione da parte del consiglio comunale, in quanto superiori, per lunghezza, ai cinquanta metri e ancora perché si innescano in aree in parte a rischio idrogeologico e in parte zona perimetrata a boschi e foreste» rimarcano dal Comando per quella che si presenta come una vera e propria ferita nella collina dove il ripristino delle situazioni precedenti sarà tutto meno che semplice. E questo a prescindere del conto economico che sarà ovviamente a carico di chi non ha rispettato le prescrizioni di legge.
Ma sempre dalle parti di via Aiolo, come detto, è andata in scena un'altra opera abusiva anch’essa legata alla realizzazione di una nuova strada: in questo caso il tratto viario, che si snoda sempre fra percorsi terrazzati rasente il bosco, è di dimensioni minori, 78 metri di lunghezza e una larghezza di circa due metri e mezzo. Strada che, stando alle prime rilevazioni del Comando guidato da Giovanni Fiori, sarebbe stata pensata anche in questo caso per garantire un collegamento diretto ad un'abitazione di zona.
Tre le persone denunciate: il 65enne proprietario dei terreni, il direttore dei lavori, di 33 anni e ancora l'esecutore materiale delle stesse opere, di 68 anni.
Entrambi i casi sono adesso al vaglio del Giudice per le indagini preliminari e della Procura: nel frattempo proseguono gli accertamenti da parte della polizia municipale per individuare altre, e molto probabili, responsabilità a margine di un sequestro che, per proporzioni e contesto, ha del clamoroso e del poco ordinario.
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