Gioco
Primi dubbi sulla costruzione delle centrali idroelettriche
SERAVEZZA. Potrebbe far discutere a lungo il progetto delle due centraline idroelettriche che forse saranno installate nei fiumi Serra e Vezza. Il primo appuntamento per i cittadini di Seravezza sarà...
SERAVEZZA. Potrebbe far discutere a lungo il progetto delle due centraline idroelettriche che forse saranno installate nei fiumi Serra e Vezza. Il primo appuntamento per i cittadini di Seravezza sarà la presentazione pubblica da parte dell’azienda Italbrevetti Srl, che ha proposto di costruire l’impianto privato, ed è stata rinviata a giovedì alle 21 nella sala della Misericordia di Seravezza.
Intanto il primo ad intervenire sulla questione è il consigliere di opposizione Riccardo Cavirani, della Lista Niccoletti Sindaco. «Chiederemo all'amministrazione comunale maggiori informazioni su questa operazione, chiedendo anche quale ritorno economico potrebbe ottenere il comune dall'energia prodotta da questi impianti e se ci sarà quindi una diminuzione del carico fiscale sui cittadini». Per Cavirani va «benissimo puntare sull'energia pulita ma non ad ogni costo». Infatti secondo il consigliere sarà «necessario però valutare l'impatto ambientale su un territorio importante per le caratteristiche paesaggistiche e naturali che devono essere salvaguardate se si vuole puntare in maniera definitiva sul turismo. La possibile creazione di invasi per raccogliere le acque di questi due corsi d'acqua potrebbe rovinare il paesaggio unico nel suo genere della Montagna apuana». Le due centraline insieme arriveranno a sviluppare - sempre che Provincia e comune di Seravezza approvino la Valutazione di impatto ambientale e dunque la loro costruzione - circa 6 milioni kilowatt in un anno. E entrambe gli impianti avrebbero un centro di raccolta delle acque a monte (uno a Ruosina e uno alla Desiada) da dove l’acqua sarebbe intubata rispettivamente per circa 3 km e 1 km. «Inoltre il particolare regime torrentizio del Serra e del Vezza - prosegue Cavirani - vincola la costruzione di due centrali idroelettriche alle criticità collegate ai rischi idrogeologici, e in un momento di passaggio di competenze dai consorzi di bonifica alle province, enti per altro in probabile dismissione, rende la situazione ancora più incerta».
Tiziano Baldi Galleni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
