Italia
Vince la causa col Fisco e salva la casa pignorata
L’Agenzia delle Entrate gli contesta il prezzo pagato per l’acquisto di un terreno ed Equitalia cerca di ipotecare la sua abitazione: ma i giudici bloccano tutto
CAMAIORE. Un controllo dell’Agenzia delle Entrate. E un operaio camaiorese che rischia di vedersi pignorare la casa da Equitalia. Ma alla fine, grazie all’aiuto del commercialista Riccardo Bonuccelli, il cittadino è riuscito a vincere il primo round in commissione tributaria: il Fisco è stato anche condannato a pagare le spese per il processo.
Tutto è partito dopo l’acquisto, da parte dell’operaio, di un terreno accidentato in collina a Casoli pagato 10mila euro. Ma per l’Agenzia delle Entrate quel terreno valeva molto di più, attorno ai 200mila euro.
E così è partito un accertamento con una richiesta di versamento all’erario di circa 60mila euro (comprensivi di sanzioni): una cifra non facile da reperire su due piedi.
Ma la situazione si è poi ulteriormente aggravata con l’intervento di Equitalia che ha iscritto a ruolo la cifra contestata dall’Agenzia delle entrate. A causa di una notifica non andata a buon fine la società di riscossione ha messo un’ipoteca sulla casa dell’uomo.
Così il cittadino, con l’ausilio di Bonuccelli, ha dovuto portare avanti la sua battaglia su due fronti. Da una parte ha cercato di fermare le procedure di pignoramento di Equitalia (la società ha sempre detto di aver agito correttamente) con rateizzazioni e chiedendo prestiti a genitori e parenti per pagare le cartelle.
Nel frattempo è andata avanti la battaglia in commissione tributaria per dimostrare che il valore effettivo del terreno corrispondeva a quello pagato di fronte al notaio. Il commercialista dell’operaio ha infatti messo in evidenza come il fisco avesse usato come modello il valore catastale di terreni sulla piana di Camaiore e a Lido: cifre sicuramente diverse da quelle di un’area sassosa e scoscesa come quella di Casoli.
Mappe catastali alla mano il professionista ha esposto la situazione ai giudici della commisione tributaria di Lucca che, a un anno dall’avviso di pignoramento, hanno emesso il loro verdetto dando ragione all’operaio. Il fisco è stato anche condannato a pagare 2500 euro in spese legali.
Adesso l’uomo può respirare, almeno nel periodo delle feste di Natale. L’Agenzia delle entrate ha ancora la possibilità di ricorrere in appello contro il provvedimento. Ma intanto le esose richieste di pagamento possono restare congelate.
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