Gioco
Tonfano si mobilita per riaprire la chiesa colpita da un fulmine
Servono 320mila euro per sistemare il tetto e il campanile Giovedì prossimo assemblea per trovare una soluzione
TONFANO. La Chiesa di Sant’Antonio a Tonfano è chiusa ormai da alcuni mesi. Da quando, domenica 8 settembre, un fulmine ne colpì il tetto facendo cadere i calcinacci. Allo sbigottimento generale della popolazione di Marina è seguita la preoccupazione di come poter aggiustare il danno, perché Tonfano, senza la sua chiesa, senza una vita parrocchiale regolare, non è più la stessa.
«Anche se in inverno la popolazione diminuisce e rimangono solo i residenti - afferma Lalli Tonacchera Orsucci, parlando anche a nome dell’associazione Centrotonfano - la chiesa resta sempre il bene primario dove ciascuno può trovare una porta aperta nei momenti precari o gioiosi della propria vita. Bisogna ricordare che una larga fascia dei cittadini di Marina e non solo, assai più ampia dei praticanti regolari della domenica che include anche i non residenti o bagnanti, ha con la parrocchia un legame strettissimo: non solo per i sacramenti ma anche perché l'oratorio nei tempi passati è stato molto vissuto per le attività connesse alla sala del teatro, al cinema, al bar, al pattinaggio ecc, al catechismo, al matrimonio, alle celebrazioni liturgiche, ai mercatini, ai funerali».
Sono così cominciati ad emergere i problemi legati alle persone anziane impossibilitate a percorrere tre chilometri per poter andare alla messa a Focette o Fiumetto o ad accendere una candela o a rifugiarsi in chiesa per un conforto personale o per parlare con il parroco don Alessandro Pierotti.
«Tonfano - prosegue la signora Tonacchera Orsucci - ha raggiunto la propria fisionomia, il proprio sviluppo economico, grazie anche alla chiesa di S. Antonio dove, durante la stagione estiva, ma anche in bassa stagione, accoglie i numerosissimi abitanti delle case di vacanza che vengono anche durante i fine settimana a ritemprarsi delle fatiche in città. Ci sono famiglie che vengono da più di quaranta anni e di cui e con cui abbiamo intessuto relazioni da due o tre generazioni. Per un paese, la chiesa, con la sua presenza, arricchisce il territorio in cui si trova in quanto è capace di orientare e organizzare gli spazi esterni circostanti ed essere segno dell'istanza divina in mezzo agli uomini. L'atmosfera che si respira ora è quasi quella della disperazione che prende quando una cosa finisce. Abbiamo bisogno di luoghi consacrati, di luoghi sacri, per poter essere indotti ad adorare Dio con tutto il nostro essere. Abbiamo bisogno della nostra casa».
Venerdì scorso si è tenuta una riunione durante la quale è stato illustrato da parte di due tecnici incaricati dal parroco il progetto per il restauro della chiesa e del campanile (danneggiato da un altro fulmine, qualche anno fa). Costo: 320mila euro. Una cifra elevatissima, che però non ha cancellato la voglia di Tonfano di riavere la propria chiesa.
Per questo don Alessandro, insieme ai convenuti, ha indetto un’altra riunione per il 12 dicembre alle ore 21, presso l'oratorio della chiesa di Tonfano, per ridiscutere del problema e concordare le proposte per una eventuale soluzione. «In quella sede - conclude la portavoce dell’associazione Centrotonfano - dove si spera che i fedeli accorrano numerosi per dimostrare al parroco l'amore che i suoi parrocchiani hanno per la Parrocchia e per chi la rappresenta, dovrà essere nominato un comitato di persone di buona volontà, per affiancare il parroco in questo difficile cammino».
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