La manifestazione
Bagni, l’Ariston è quello che paga di più
Ecco l’elenco di tutti i canoni versati dagli stabilimenti di Lido nel 2013: al secondo posto c’è Il Cristallo
LIDO. Canone mio quanto mi costi? Il record delle tasse a Lido tocca al bagno Ariston che per le concessioni nel 2013, secondo i dati ufficiali raccolti dal Comune, ha versato 38.224 euro allo Stato e 9556 alla Regione (a Firenze per legge va il 25% della cifra che si incassa lo stato).
Al secondo posto si piazza il Cristallo, che nell’ultimo anno ha sborsato 36.770 euro e 9192 euro. Tutti gli altri seguono con un distacco notevole, visto che il nome successivo sul “podio” è quello del bagno Cavalluccio (e relative strutture) che versa 19mila euro. Segue il bagno Isonzo con 12614 e 3153 euro. La concessione meno cara tra le 97 presenti sul territorio di Lido è quella della colonia S.Zita. Lo stabilimento della Caritas, gestito dalla parrocchia, versa invece una cifra più consistente, 4568 euro a cui si sommano i 1142 euro che finiscono nelle tasche della Regione. Anche il S.Francesco versa 4559 e 1139 euro.
Scorrendo la classifica si notano i nomi di altri stabilimenti importanti e conosciutissimi. Il Mascotte dell’assessore Carlo Alberto Carrai paga per esempio 7253 euro allo Stato e 1813 alla Regione. Il Venusta dell’ex assessore provinciale Emiliano Favilla ha invece versato 2897 e 724 euro, mentre il limitrofo Venusta II 3136 e 784.
Visto che siamo in clima di sorteggio per i mondiali di calcio, il bagno preferito dall’ex allenatore della Nazionale Campione del Mondo Marcello Lippi, l’Adele paga 5562 euro e 1390.
Naturalmente le somme da versare sono proporzionate all’estensione della concessione e legate al tipo di manufatti presenti sull’area.
E per i maligni che insinuano che i balneari pagano concessioni troppo basse va poi aggiunto che ogni anno, per un’attività che è solo stagionale, bisogna poi calcolare le spese per il personale e per altre tasse locali come la Tares (su questo punto la categoria è particolarmente tartassata).
Non va poi dimenticato che molti proprietari di stabilimenti hanno fatto importanti investimenti negli anni per rendere più belle le strutture (uno degli esempi più lampanti è il bellissimo Brunella che si è rifatto il look pochi anni fa) e quindi devono pagare fior di mutui.
E sugli investimenti di queste famiglie pende, come ormai tutti sanno, la spada di Damocle delle aste. Uno spauracchio che quasi tutti in Versilia sperano di evitare.
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