Sicurezza
Paura tra i genitori per il Camel Ponce: più controlli sull’alcol
In vista della festa c’è chi chiede al Comune azioni più incisive Lombardi: invito gli esercenti a proporre ai clienti cioccolata
PIETRASANTA. «Il sindaco ha il dovere non solo di richiamare i bar al rispetto delle regole, ma anche di fare una giusta prevenzione ed informazione. L'alcol fra i giovani è una questione seria che non va assolutamente sottovalutata dalle Istituzioni». Nell’attesa che il Camel Ponce deflagri con la sua dote festaiola la vigilia di Natale, un genitore, Mario Bonuccelli, ci ha contattati per fare un appello al primo cittadino. «Ho un figlio di 16 anni che parteciperà, con gli amici, alla serata del Camel Ponce: come sempre gli parlerò chiaro, la sua educazione e il fatto che rispetti le regole sul bere in quanto minorenne, sono un mio dovere, ma detto questo non sono, alla pari di molti altri babbi e mamme con cui ho parlato, tranquillo. Visto il contesto, Lombardi, da medico e non solo da sindaco, ha l'obbligo di sensibilizzare, la vigilia di Natale nel centro storico, con la collaborazione di Asl e associazioni, sui rischi dell'abuso nel bere. Non delego i miei compiti di genitore a un esercente o a un amministratore, sia chiaro, ma non mi accontento di leggere sul giornale che il Comune si appelli alle forze dell'ordine e alla correttezza professionale di chi sta al di là del banco. Serve una presa di coscienza della situazione: sarebbe stato opportuno pubblicizzare sui giornali anche tutta una serie di iniziative tese a evidenziare i pericoli legati al bere, ma anche come ci si può divertire senza farsi del male ubriacandosi. Ma non ho letto niente: un disinteresse che non accetto».
Parole a cui replica lo stesso sindaco. «Comprendo la preoccupazione del genitore, non solo come amministratore, ma anche come babbo e medico. Detto questo quanto però afferma non risponde al vero: non ci siamo limitati a dire infatti agli esercenti di rispettare le regole, abbiamo anche parlato di tolleranza zero per chi sbaglia soprattutto nel somministrare alcol ai minorenni. Ma soprattutto abbiamo anche coinvolto l'Asl e collaboreremo con le associazioni già impegnate nella prevenzione. Impegno che portiamo avanti da anni. Ho inoltre insistito con i titolari di attività - aggiunge Lombardi - di cominciare a privilegiare il cosiddetto Camel Ciok dove appunto al posto del ponce si propone la cioccolata. In tutta sincerità a me il Camel Ponce piace veramente poco e lo vedo sempre meno come una realtà pietrasantina, ma in quanto manifestazione spontanea saremo chiamati a gestirla e cercheremo di farlo nel modo migliore. L'abuso dell'alcol fra i giovani è una problematica seria, ma non nasce o finisce con il Camel Ponce. E' una questione più ampia. Se sarò in piazza la notte della vigilia? Sì, per brindare al Natale, ma con una tazza di cioccolata calda».
Prova a fare chiarezza sul punto di vista dei titolari di attività, Michele Bartoli, del bar Pietrasantese. «Un genitore non può certo delegare il controllo su quello che fa il proprio figlio a un esercente. Detto questo anche chi, come noi, sta al banco, non può nemmeno limitarsi al solo rispetto delle regole, che è scontato, ma deve anche andare oltre evitando di dare da bere, ad esempio, a chi sta esagerando. Ho detto a un mio collega, di recente, di piantarla di mettere in vendita bicchierini, a 1 euro, di bevande alcoliche perché in questo modo incentiva il consumo fra i giovani che spesso ne abusano. Aggiungo però che il Camel Ponce, mai è stato motivo di problemi e da parte degli esercenti c'è sempre stata massima disponibilità al discorso della prevenzione, così come il Sindaco, si è a mio avviso sempre speso a sufficienza. L'abuso di alcol è un problema, evitiamo però di trasformare una bella iniziativa, quale è il Camel Ponce, in un problema di ordine pubblico e sociale».
Luca Basile
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