Il Tirreno

Versilia

Tesoretto da 8 milioni dalla vendita della rete gas

di Luca Basile
Tesoretto da 8 milioni dalla vendita della rete gas

È quello che potrebbe incassare il Comune se fosse costretto dalla legge ad alienare gli oltre 200 chilometri di tubazioni di cui è proprietario sul territorio

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PIETRASANTA. Un “tesoretto” sommerso e sconosciuto ai più, quello in dote alla comunità pietrasantina.

Tesoretto che, nel breve volgere di un anno, massimo due, potrebbe essere valorizzato, attraverso una procedura di vendita in modo da mettere definitivamente a posto il disastrato bilancio comunale, da tempo crocevia di patemi per gli amministratori e, soprattutto, per il portafoglio dei cittadini.

In sostanza Pietrasanta è uno dei due comuni di tutta la lucchesia ad essere proprietario della propria rete di distribuzione del gas: definiamola lungimiranza, causalità, scelta intelligente dei sindaci e delle giunte del passato, sta di fatto che la rete in questione raggiunge, quasi totalmente, tutto il territorio pietrasantino, dal mare alla collina, estendendosi per 222 km e raggiungendo oltre 14 mila famiglie.

Questi 220 e passa chilometri di tubature e condotti, stando ad una recente legge nazionale dovrebbero però, essere messi in vendita, quando invece fino ad oggi sono stati dati in concessione.

Ad esempio Pietrasanta incassa dallo stesso concessionario, per l'uso della rete - che non va confusa con la fornitura del gas che è tutt'altro servizio dove si rapportano direttamente utente e società di settore - poco più di mezzo milione di euro l'anno.

Nei giorni scorsi, a Lucca, ente capofila della procedura, si è svolto un incontro fra gli stessi Comuni facenti parte dell'Ambito territoriale minimo di Lucca, proprio per discutere della gara d'appalto riguardante il servizio pubblico di distribuzione del gas naturale.

Parliamo di un “affare” da 180 milioni di euro, tanto è il valore della rete del gas nella provincia a cui andrebbero aggiunti altri 60 milioni di euro di investimento.

In poche parole, chi si aggiudicherà la gara in questione, avrà la proprietà e la concessione, per 12 anni, della rete, per poi rimetterla a disposizione in un altro contesto di bando pubblico.

Pietrasanta, da proprietaria, stando sempre alle indicazioni di una legge che proprio in questi giorni è oggetto di approfondimenti, sarebbe quindi chiamata a mettere in vendita il proprio patrimonio: di quanti soldi stiamo parlando, però, al momento, non è dato sapere.

Spetterà ad un tecnico, a cui a breve sarà affidato un incarico, stabilirlo. Però se ipotizziamo una somma fra gli 8 e i 10 milioni di euro, non dovremmo sbagliare di molto.

Ecco, dunque, il tesoretto che non ti aspetti, con qualche risvolto, però, di cui tenere conto: oggi, sempre Pietrasanta, da proprietaria della rete del gas, impone paletti e criteri al concessionario a tutto vantaggio dell'utente, ma domani, svuotata da ogni titolarità, chi sarà chiamato a “garantire” agli investimenti della nuova società acquirente, se non il solito cittadino?

Insomma, la materia di discussione è delicata e soggetta a diverse interpretazioni: da qui tutta una serie di procedure e confronti prima di arrivare ad una vendita di rete che potrebbe mettere sicuramente a posto i conti comunali, ma che non deve rischiare di trasformarsi in un ennesimo ed oneroso balzello per le famiglie. Procedure comunque già avviate anche se i tempi entro i quali portarle a termine saranno relativamente lunghi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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