Sicurezza
I bagnini rendono omaggio ad Aliboni
FORTE DEI MARMI. Si svolgeranno stamani alle 10,30 nella Chiesa di San Francesco a Vittoria Apuana le esequie di Luigi Aliboni il creatore del patìno a banana, scomparso all’età di 82 anni. Una...
FORTE DEI MARMI. Si svolgeranno stamani alle 10,30 nella Chiesa di San Francesco a Vittoria Apuana le esequie di Luigi Aliboni il creatore del patìno a banana, scomparso all’età di 82 anni.
Una scomparsa che ha suscitato il cordoglio nei numerosi bagnini che l’hanno conosciuto e che da anni apprezzano la sua creazione. «Bisogna essere grati a Luigi Aliboni, che ha donato all'intera costa un patino di valore eccezionale per la sicurezza in mare - ha scritto, ieri, al nostro giornale, Andrea Mariani - e invito tutti i bagnini che vogliono partecipare alla messa funebre di vestirsi con la felpa rossa di salvataggio e magari portare in chiesa un remo a testa in onore di Luigi, quell'onore che mai le istituzioni gli hanno dato». «Io ho avuto l'onore di conoscerlo, - continua Andrea Mariani in un appassionato ricordo personale - di vederlo all'opera, di confrontarmi con lui su come rendere al meglio la sua fantastica intuizione. E se una nuova generazione di bagnini si è evoluta è grazie al quel prodigioso mezzo per andare in mare, che così è diventato più sicuro, le onde meno violente, i salvataggi più efficaci, e anche le semplice uscite in mare con la famiglia, più pratiche e sicure. Nel tempo che fu con Luigi c'era Silvio Bianchi, -prosegue Mariani - che collaborando nella messa a punto seppe come nessuno mai rendere grande l'imbarcazione di Luigi. Se con Silvio le gare dei pattini avevano già il vincitore, dopo di lui grazie proprio ai pattini a banana e alla loro diffusione, si è rinnovato anno dopo anno il Palio dei bagni. E io che scrivo sono rammaricato, quando vedo che al palio nessuno ricorda che lo si disputa in virtù della imbarcazione geniale e rivoluzionaria di Aliboni. Quest’anno - continua Mariani - Aliboni non poté assistere alla gara dei pattini perché la malattia cominciava a remare contro di lui, ma una mattina, prima della partenza, arrivò sul pontile come al solito, zoccoli, canottiera blu, cappellino a visiera, sigarino ed un piccolo zaino sulle spalle: non mi vide ma io vidi l’espressione del suo volto. Un’immensa soddisfazione nello strabuzzare lo sguardo verso la distante linea di partenza al Bagno Piero. C’era poca gente sul ponte in quel momento, ma nel vederlo così aumentò la mia ammirazione, perché vidi nel suo volto la soddisfazione ripagata del lavoro di una vita. Ciao Luigi, va' tranquillo dove devi andare, noi con il tuo pattino ti saremo sempre vicini e sempre grati».
Franco A.Calotti
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