Il Tirreno

Versilia

Al bando il romanzo in vernacolo

di Marco Pomella
Al bando il romanzo in vernacolo

Lite tra il Comune e lo scrittore pietrasantino del libro di fantascienza ambientato a Camaiore

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CAMAIORE. Camaiore viene colpita da un cataclisma misterioso, che la isola da tutto il mondo civile: saltano le comunicazioni, le reti di gas, luce e acqua; le strade sono invase da una fitta vegetazione e l'unica via di fuga sono le montagne.

Questa la trama dell'ultimo romanzo dello scrittore pietrasantino Marco Trogi. Che denuncia: «A Camaiore mi impediscono di presentare il mio libro, perché ritengono volgari i dialoghi». Il libro in questione è “Camaiore, 25 dicembre 12078”. La storia racconta di uno strano e misterioso flagello che colpisce Camaiore, che resta isolata dal mondo circostante. Per scoprire cosa è successo i protagonisti dovranno scalare le montagne che cingono la città e attraversare una fitta giungla che è cresciuta tutto attorno al centro storico. Chi vuole saperne di più potrà farlo comprando il libro. O sperando che qualche Comune limitrofo a Camaiore organizzi una presentazione. Perché il libro, da Camaiore, è stato bandito. Questo almeno quello che denuncia lo stesso Marco Trogi.

«Ho appreso dall’Amministrazione Comunale - scrive - che la prevista e già concordata presentazione ufficiale del mio ultimo libro, finalista all’ultima edizione del Premio letterario “Lo Scrittore Toscano dell’Anno”, che si sarebbe dovuta tenere nei locali messi a disposizione dell’amministrazione non ci sarà. La motivazione ufficiale che mi è stata data è per il linguaggio utilizzato nei dialoghi, tutti in vernacolo camaiorese, ritenuto dall’assessorato alla cultura scurrile e inopportuno».

In realtà il Comune da una versione diversa. «Non ho mai ricevuto alcuna richiesta di presentazione di libro - dice il sindaco Alessandro Del Dotto - e tanto meno il volume. Le presentazioni rientrano nella programmazione del 2014 dell'assessorato, per noti problemi di bilancio. Con l'autore c'era stato solo un incontro informale tra l'ufficio e l'autore, che era stato accompagnato da due consiglieri comunali, Pezzini e Gemignani». Anche dall'ufficio cultura smentiscono il no sulla base del presunto linguaggio volgare del romanzo. «A questo ufficio - spiga la responsabile Fiorella Altemura - non è stata prodotta alcuna richiesta o domanda. Ne avevamo sentito parlare del libro, ma probabilmente sono stati gli stessi organzizatori della presentazione che ci hanno ripensato». L'autore però trova tutto «sconcertante. Il Comune, al quale avevo fatto dono di una storia che non faceva altro che esaltare la città stessa con i suoi abitanti e le sue tradizioni, rigetta con manifesto disgusto il mio omaggio. Non voglio fare assolutamente polemica - conclude - e mi limiterò solamente a pubblicare su facebook i primi capitoli del romanzo in questione, quelle prime 30 pagine incriminate di volgarità, rimettendo al pubblico e ai miei lettori, eventuali commenti».

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