Il Tirreno

Versilia

Meno dipendenti in Comune

di Donatella Francesconi
Meno dipendenti in Comune

L’amministrazione Betti ha in mente 15 prepensionamenti entro fine anno. Organizzazione da rivedere

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VIAREGGIO. Tre dirigenti (Angelo Bertolucci, Pier Nello Martelli e Riccardo Raffaelli) e dodici dipendenti da prepensionare entro la fine dell’anno: su un totale di 100 lavoratori del Comune da mandare a casa nei prossimi tre anni. È l’obiettivo della Giunta Betti che ritiene di potersi richiamare, in questa scelta, ad una nota dell’Associazione nazionale dei Comuni (Anci) del 14 novembre, nella quale si specifica come gli enti in particolari casi di “ragioni funzionali o finanziarie” debbano applicare ai propri dipendenti i requisiti pensionistici pre-legge Fornero. Una scelta, quella dell’amministrazione, pienamente sostenuta dalla mozione presentata dalla maggioranza in consiglio comunale. Mozione che non aveva le sole firme di Beatrice Pieraccini (eletta come indipendente nelle liste del Pd) e Isaliana Lazzerini, capogruppo della Federazione della sinistra.

Un documento, quello della maggioranza, tutto incentrato sullo strumento dei pre-pensionamenti. Così da liquidare frettolosamente come «legittima» l’azione della Giunta, con in testa l’assessore al personale Laura Servetti, per una revisione delle dirigenze dei singoli uffici che di fatto ha paralizzato il Comune. Tanto da non essere ancora riusciti a dire una parola certa sulla riapertura della gara per completare l’atteso nuovo mercato ittico.

Ma non finisce qui. Perché alla luce dei pre-pensionamenti - è la maggioranza in consiglio comunale (Pd, Sel, Federazione della sinistra, Viva Viareggio viva) ad indicarlo con forza - «si pone la necessità di rimodulare le delibere assunte, al fine di ri-organizzare l’Ente, tenendo conti dei pensionamenti che gradualmente interesseranno lo stesso ente». Insomma, si ritorna al via. Nel grande gioco dell’oca messo in piedi per la rivoluzione di uffici comunali che ancora non vedono al lavoro tutto il personale indicato nella delibera che la maggioranza considera «legittima» e che i sindacati del Comune contestano. Argomentando che non è la politica titolata a decidere chi lavora dove. Così, alcuni dipendenti hanno deciso di non spostarsi da dove sono stati fino ad esso, fino a quando non vi sarà un atto della direzione del personale (oggi affidata all’architetto Franco Allegretti) che non può esservi se entro fine anno arrivano 15 pre-pensionamenti che obbligano, comunque, ad una ridefinizione degli stessi uffici.

La mozione della maggioranza, alla luce di tutto questo, chiede al sindaco di «predisporre una rimodulazione della vigente macrostruttura organizzativa dell’Ente, da portare in approvazione alla Giunta comunale».

Nel rispetto - sottolinea la mozione di maggioranza - «di tutti i passaggi necessari ed opportuni con le organizzazioni sindacali, nel rispetto della contrattazione collettiva e decentrata». Il messaggio per l’assessore Servetti è arrivato forte e chiaro dai banchi dove siedono le forze politiche che hanno portato alla vittoria di Leonardo Betti e della sua coalizione di centrosinistra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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