Sicurezza
I ragazzi? Si fidano troppo di Internet
Uno psicologo spiega ai genitori come aiutare i figli a evitare le trappole dei manicaci
VIAREGGIO. «Tre ragazzi su quattro dicono di non avere paura ad incontrare di persona qualcuno conosciuto online. È un dato preoccupante, ma i genitori hanno la possibilità di aiutare i ragazzi a stare lontani dai pericoli». Cita una statistica del ministero della sanità Matteo Toscano, psicologo libero professionista e formatore nel progetto Facciamo rete della Provincia di Lucca che si occupa di insegnare a giovani e genitori a conoscere la rete e i pericoli che vi si annidano.
«Il problema - spiega il dottor Toscano - è che molto spesso i ragazzi conoscono il mondo dei social network meglio dei genitori. Ai nostri incontri raccomandiamo sempre il dialogo e l’attenzione: i ragazzi non vanno lasciati soli di fronte al computer ma il mondo dell’elettronica non deve restare sconosciuto nemmeno agli adulti. Interessatevi a quello che fanno i ragazzi, fatevi insegnare a muovervi tra Facebook e le chat. In questo modo sarà più facile capire se c’è qualcosa che non va. I figli insegnano a noi e noi insegniamo loro a evitare i pericoli».
Inutile e impossibile “spiare” i ragazzi per tutto il tempo, anche perché gli adolescenti usano i social anche sui telefonini. «Per questo - afferma - l’arma migliore è il dialogo». Per capire se il ragazzo ha fatto degli incontri sbagliati o si trova nei guai serve fare attenzione ai mutamenti di comportamento evidenti, ai silenzi eccessivi, ai nervosismi immotivati. «Chi ha subito avance o violenze - spiega ancora Toscano - si vergogna e tende a chiudersi nel silenzio temendo di essere criticato e non accettato. Parlate con i ragazzi e non vi arrabbiate se all’inizio cercano di respingervi. La vostra presenza fisica a volte è sufficiente a convincerli a raccontare». La metodologia utilizzata dal pedofilo romano che ha avvicinato la ragazzina versiliese viene giudicata tipica degli adescatori che si muovono nella rete. «All’inizio si presentano come coetanei o persone dello stesso sesso della potenziale vittima - spiega lo psicologo - e così iniziano carpire informazioni e segreti. Piano piano rivelano la propria identità e poi cercano di ottenere un incontro. Ai ragazzi va insegnato il vecchio principio del “non accettare caramelle dagli sconosciuti”, di rifiutare incontri con persone conosciute online. Non è facile perché internet è tentacolare e difficile da controllare». (g.d.)
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