Il Tirreno

Versilia

Maxi evasione da 2 milioni assolto Piero Gabrielli

di Gabriele Dini
Maxi evasione da 2 milioni assolto Piero Gabrielli

Per la Finanza il re delle scarpe vendeva senza emettere gli scontrini Ma per il giudice i mancati versamenti Iva non hanno superato le soglie

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VIAREGGIO. Era accusato di aver evaso oltre 2 milioni di euro per Iva e Irpef negli anni tra il 2005 e il 2008. E secondo le Fiamme Gialle - che proprio da questo punto avevano fatto partire un accertamento - sui suoi conti bancari c’erano stati troppi movimenti rispetto agli introiti dichiarati dai suoi negozi. Ma alla fine per Piero Gabrielli, 69 anni, titolare di diversi negozi di scarpe e pelletterie tra Viareggio e Forte dei Marmi è arrivata l’assoluzione su decisione del giudice monocratico del tribunale di Lucca Gerardo Boragine. Gabrielli era assistito dagli avvocati Giacomo Ciardelli e Vincenzo Cupido che in aula sono riusciti a smontare le accuse della procura e della Guardia di finanza. Resta comunque aperto un contenzioso con l’agenzia delle Entrate.

Secondo le ricostruzioni fatte dai finanzieri, sui conti in banca di Gabrielli, nel periodo in esame, ci sarebbero stati troppi movimenti di soldi rispetto agli introiti dichiarati dalle attività commerciali di sua proprietà. Inoltre sarebbero state vendute scarpe senza rilasciare gli scontrini.

Gli uomini delle Fiamme Gialle, dopo una serie di controlli su conti in banca e documenti, sarebbero arrivati a formulare le loro accuse con calcoli che, in termini tecnici, vengono definiti di tipo "induttivo".

Monitorando i movimenti bancari, e comparandoli con i dati riguardanti le attività commerciali dell'imprenditore (ricavati anche tramite controlli in azienda e nell'abitazione dell'interessato), gli investigatori hanno stabilito che le imposte versate per i periodi sotto esame sono state minori rispetto al dovuto. In pratica le sue dichiarazioni dei redditi non sarebbero state veritiere.

In particolare, secondo quanto rilevato dalla procura Gabrielli non avrebbe pagato Iva per 400mila euro e Irpef per circa 1milione e mezzo: per un totale che sfiora i 20 milioni di euro 500mila euro.

In aula la battaglia è stata serratissima. E le complesse ricostruzioni delle attività dell’imprenditore sono state analizzate da importanti periti.Per i difensori le ricostruzioni fatte dalla Guardia di Finanza - come in parte riconosciuto anche dall’agenzia delle Entrate - erano troppo astratte. E secondo noi in alcuni casi l'Iva non sarebbe nemmeno stata scorporata dai corrispettivi da chi ha compiuto le indagini.

Alla fine il giudice Boragine ha deciso per un’assoluzione con formula dubitativa per quanto riguarda l’evasione Iva, visto che con sarebbe stato dimostrato il superamento delle soglie previste per legge per far scattare il reato (circa 103mila euro all’anno). Assoluzione con formula piena, invece, per quanto riguarda la supposta evasione dell’Irpef.

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