Sicurezza
Cgil contro Ferrovie: assurdo escludere i sindacati dal processo
Il 9 dicembre il Tribunale si pronuncia sulle costituzioni di parte civile alle quali si oppongono gli imputati
VIAREGGIO. «Assolutamente assurda, incomprensibile ed immotivata la richiesta di escludere la Cgil dalla costituzione di parte civile nel processo sulla strage di Viareggio». All’indomani della seconda udienza del processo per il disastro ferroviario di quattro anni fa ed in vista dell’appuntamento del 9 dicembre, quando il collegio (presidente il giudice Gerardo Boragine, affiancato dai colleghie Nidia Genovese e Valeria Marino) si esprimerà sull’ammissione delle parti civili.
«Con questo maldestro tentativo - sottolinea la Cgil - gli avvocati degli imputati dimostrano di essere fuori dalla realtà e dalla storia. Non può bastare una nota stampa per rappresentare il ruolo del più grande sindacato europeo nella difesa dei diritti dei lavoratori e del diritto primario alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Sicurezza sul lavoro che - nel tragico caso del 29 giugno 2009 come nella quasi generalità dei casi che riguardano il trasporto ferroviario - lega a doppio filo le condizioni di rischio dei lavoratori con quelle dei passeggeri e dei cittadini inermi».
Le grandi aziende nazionali (come Fs) o le multinazionali - continua la presa di posizione della Cgil provinciale - «responsabili dei mancati controlli e revisioni sui treni, sono continuamente soggette a ristrutturazioni e modifiche degli assetti societari che di fatto cambiano in continuazione i livelli e gli interlocutori sulla sicurezza. Ma nonostante tutto trovano sempre pronta e presente la Cgil : dalle istanze territoriali a quelle internazionali la nostra organizzazione da sempre opera con il coinvolgimento pieno e totale delle proprie articolazioni organizzative nell'azione di contrasto alle mere logiche del profitto aziendale».
Per questi motivi la Cgil «si è costituita parte civile con le proprie istanze territoriali, regionale e nazionale. La legittimazione a costituirsi parte civile delle organizzazione sindacali (oltre alla Cgil si sono costituite nell’udienza preliminare, e sono state ammesse dal gup, Orsa e Ugl, ndr) deriva sia dall'interesse legittimo alla salvaguardia della vita, della salute e dell'integrità psicofisica del lavoratore, che dalla protezione del diritto della personalità del sindacato per il discredito derivante alla propria sfera funzionale (così detto "danno sindacale" come lo chiama una sentenza della cassazione del 96). Vi è un diritto soggettivo - così conclude la Cgil - del sindacato alla tutela dell'interesse collettivo perseguito e viene riconosciuta una lesione del diritto della personalità del sindacato conseguente all'offesa diretta ed immediata dello scopo sociale».
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