Gioco
Vuoi l’aiuto del Comune? Mettiti a fare un lavoro socialmente utile
Il sindaco, presentando il via libera all’assestamento di bilancio, annuncia la novità che riguarderà le politiche sociali: la somma di 5,5 milioni sarà confermata ma dal 2014 le regole cambieranno
VIAREGGIO. Hai bisogno di una casa popolare? Ti serve un contributo per pagare l’affitto di casa? Vuoi che il Comuni ti aiuti ad arrivare in qualche modo alla fine del mese? Nessun problema: l’amministrazione Betti continuerà a garantire il sostegno a chi è in difficoltà con politiche sociali generose. Con una novità però: dal prossimo anno chi riceverà dal Comune qualcosa dovrà al Comune qualcosa restituire. Come? Semplice: attraverso forme di impegno - lavori socialmente utili ma non solo - a favore della comunità.
Basta elemosine. Un cambio di non poco conto quello che il sindaco Leonardo Betti annuncia commentando il via libera della giunta comunale alla manovra di assestamento di bilancio che domani passerà al vaglio - e al voto - del consiglio comunale. La quadratura del cerchio - tra correzione delle previsioni fatte dal commissario prefettizio, taglio dei trasferimenti da Roma, il buco di residui inesigibili che si allarga sempre di più - è stata trovata e il collegio dei revisori l’ha subito approvata, non senza esprimere una critica esplicita alla politica sociale del Comune. Il collegio infatti rileva «eccessivi stanziamenti in ambito assistenziale, di beneficenza pubblica e in servizi diversi alle persone, per oltre 5 milioni e mezzo di euro nel 2013 con volumi di spesa - si legge nella relazione - che non hanno alcuna comparazione con altre realtà financo industriali alle prese con problemi di uguale o magiore dimensione».
Lavori socialmente utili. Significa che il prossimo anno quei 5,5 milioni saranno tagliati? «No - spiega Betti - li confermeremo ma cambieremo almeno in parte il modo di erogarli. Crediamo che non sia giusto neppure per chi lo riceve intendere l’aiuto come un’elemosina. Chiederemo perciò un impegno in termini ad esempio di lavori socialmente utili». Nel dettaglio il sindaco non entra, anche perché si tratta per l’appunto di un progetto per il prossimo anno. Ma la scelta di fondo è chiara: almeno chi è in grado di contribuire in un modo o nell’altro al decoro e allo sviluppo della città, dovrà - nel momento in cui otterrà agevolazioni e contributi - farlo.
I conti sballati. Per quanto riguarda le altre voci del bilancio, il quadro è questo. Sul fronte delle voci negative si registrano innanzitutto minori entrate dovute alle previsioni sbagliate (troppo alte) del commissario prefettizio, a partire dai 900mila euro in meno per la sola addizionale Irpef. E poi: 1,4 milioni in meno per Imu e fondo solidarietà comunale, 600mila di minori proventi per violazioni al codice della strada sulla base delle proiezioni delle attività in corso, 700mila di minori entrate dal demanio portuale a seguito del passaggio della gestione dal Comune all'Autorità Portuale (compensate da 491mila euro circa di maggiori entrate, per un saldo negativo di 226mila euro), 154.800 per spese legali dovute al Cav, 151.330 di maggiori trasferimenti alla Società della Salute quale quota per l'assistenza domiciliare agli anziani non autosufficienti, 170mila per utenze relative agli uffici comunali e 100mila di interventi urgenti sul verde pubblico, per un totale di 2.450.562,46 euro.
Le voci positive. Vi sono, tra le maggiori entrate, 700mila euro per attività di recupero dall’evasione Ici, 286.850 di dividendi da Sea Ambiente e 69mila da Sea Risorse, 127mila di maggiori entrate correnti già realizzate; tra le minori spese, 900mila euro di minori interessi sui mutui, 431mila di minori trasferimenti ad Asp, 383mila di economie sulla spesa del personale 2013, 800mila di tagli su importi disponibili di spese non obbligatorie.
I nodi che restano. La relazione con cui i revisori hanno accompagnato l’approvazione del bilancio, oltre alle politiche sociali, sottolinea la forte carenza di liquidità ereditata dagli anni passati e la necessità «da subito e senza ulteriori rinvii di riorganizzare e ristrutturare le società e organismi partecipati, per migliorarne l'efficienza e consentire alla proprietà di affrontare con tranquillità le novità che si profilano ai fini del Patto di stabilità».
Luciano Menconi
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