Attenzione
Truffati per due milioni e mezzo dal loro promotore finanziario
Venticinque persone messe di mezzo per anni da un ex agente viareggino della Banca Mediolanum Oggi a Lucca la prima udienza del processo per ottenere il risarcimento dei danni subìti
VIAREGGIO. Per anni ha fatto credere ai propri clienti che i loro risparmi - adeguatamente investiti in azioni, fondi comuni ed altri prodotti finanziari da lui consigliati - stavano andando a gonfie vele. E, a supporto di quanto diceva, mostrava estratti conti e documenti che mostravano guadagni consistenti. In realtà il denaro investito - una cifra che complessivamente si aggira intorno a due milioni e mezzo di euro - aveva preso tutt'altre strade. Mentre le contabili mostrate ai clienti erano in realtà fogli sapientemente «taroccati». Adesso però Enrico Davini, cinquantaquattro anni, viareggino, ex promotore finanziario della Banca Mediolanum oggi radiato dall'albo, è chiamato a risarcire i danni per i disastri combinati. E questa mattina sarà in Tribunale a Lucca per affrontare la prima di una lunga serie di udienze a cui
Secondo quanto faticosamente ricostruito dalla Guardia di Finanza - a cui si rivolsero i clienti raggirati, quasi tutti viareggini - i primi ammanchi si verificarono già a partire dal 1998. Denaro che - sotto forma di assegni circolari - i clienti avevano consegnato al promotore finanziario a più riprese e che questi non ha mai versato sui loro conti correnti. Dirottandoli, evidentemente, verso altre destinazioni. Per «coprire» questi movimenti di denaro ed evitare che le persone truffate si accorgessero di quanto stava accadendo, Enrico Davini si premuniva di portare ai clienti dei documenti falsificati in carta intestata della Mediolanum con i quali si certificava al contrario l'avvenuto movimento sul conto corrente.
La storia - fra operazioni non autorizzate dai clienti ed effettuate falsificando le loro firme - è andata avanti per quasi dieci anni. Ed ha coinvolto almeno una ventina di famiglie (e a ciascun nucleo corrispondono in qualche caso anche due o tre clienti) per una sottrazione di denaro complessiva molto consistente. «Stando a quanti si sono rivolti a me negli anni — spiega l'avvocato Francesco Gori, che ha curato gli interessi della gran parte delle vittime — lamentano perdite ingiustificate di circa due milioni e mezzo di euro».
Tutto questo va avanti fino al 2007. Quando le truffe, quasi casualmente, viene alla luce. Uno dei clienti del promotore finanziario viene infatti contattato direttamente dalla Mediolanum per una firma «sospetta» su un documento. Un documento del quale il cliente è completamente all'oscuro. È il classico campanello d'allarme che fa scattare i controlli. Che evidenziano una lunga serie di irregolarità e ammanchi. Nel giro di pochi giorni la Mediolanum rompe il contratto di collaborazione con il promotore e i clienti si rivolgono ai carabinieri. In attesa di capire che fine hanno fatto i soldi. E, possibilmente, di rientrarne in possesso al più presto.
Adesso la vicenda è approdata nelle aule giudiziarie del Tribunale. Dopo aver patteggiato due anni di reclusione (pena sospesa) in sede penale, Enrico Davini dovrà adesso sostenere le tante cause civili che le persone truffate – in qualche caso anche amici di famiglia e parenti – gli hanno intentato. Ma le responsabilità potrebbero non essere soltanto sue, visto che per il risarcimento delle vittime è stata chiamata a processo anche la banca Mediolanum, responsabile – secondo le parti civili – di non aver adeguatamente controllato quanto fatto dal suo promotore finanziario.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
